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Reggio Calabria, cresce la preoccupazione per contagio da Coronavirus tramite i cumuli di rifiuti abbandonati per mesi in strada: “altrove ci sono protocolli specifici, qui cosa facciamo?”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Coronavirus ed emergenza rifiuti: un cittadino di Reggio Calabria ha portato l’esempio della ditta Ama di Roma

Un aspetto da sottovalutare è stato messo in luce dalla segnalazione di un nostro lettore. La mancata raccolta della spazzatura rappresenta da tanti mesi un grave problema per la città di Reggio Calabria: oltre a trattarsi di un servizio che non viene garantito ai cittadini, in questo periodo di emergenza sanitaria l’accumularsi dei rifiuti nei pressi delle abitazioni è un pericolo perché potrebbe diventare veicolo di diffusione del contagio da Coronavirus. Il cittadino pone con la sua analisi diversi quesiti, il suo obiettivo sarebbe quello di contattare le autorità. Ha così inoltrato la seguente lettera ai canali di StrettoWeb affinché le sue considerazioni possano avere maggiore risalto ed essere prese in considerazione:

“Credo che il vero pericolo della spazzatura versata in strada e non raccolta da settimane sia la probabile diffusione del contagio del Coronavirus in città se è vero che norme stringenti obbligano i “contagiati” ad attenersi a procedure specifiche di prevenzione come quelle riportate nel sito dell’Ama: “Come raccogliere i rifiuti in una casa in cui c’è un positivo al Covid”. Il servizio di raccolta a domicilio è gratuito. L’utente contatterà gli operatori per organizzare i turni e le modalità di raccolta: sarà cura di Ama fornire all’utente i dati e i contatti degli operatori da chiamare. I sacchetti dei rifiuti dovranno essere chiusi e sigillati e, una volta contattato al telefono l’operatore, dovrà essere lasciato all’esterno della porta di casa, sul pianerottolo della propria abitazione. Per avere dettagli si può visitare una pagina del sito Ama (clicca qui per raggiungerla). Nella stanza della persona malata è opportuno usare bidoncini a pedali per evitare di toccarli. E in ogni caso l’utenza domestica non dovrà più rispettare l’indifferenziata: tutti i rifiuti, tra cui vetro, carta, plastica, metalli, vanno gettati in un unico sacchetto. È opportuno sigillarlo accuratamente e usare due o tre sacchetti uno dentro l’altro per evitare che si rompano ed è raccomandato smaltirli una volta al giorno. Certamente anche AVR avrà predisposto qualcosa di simile a tutela dei propri lavoratori e per la non diffusione dell’epidemia, ma mi chiedo se il “contagiato” non sa di essere affetto dal virus, dove sta buttando la spazzatura? E se per caso la spazzatura viene deposta per strada, magari all’ingresso del palazzo condominiale e lì permane giorni e settimane qual è il rischio potenziale di diffusione del contagio da Coronavirus? Qual è l’autorità preposta a controllare che ciò non avvenga alla quale posso inviare questa mia riflessione?”.