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Coronavirus, Lirangi: “Calabria zona rossa scelta arbitraria e dannosa del Governo”

Gettyimages / claffra

Coronavirus, per il Sindaco di Terranova da Sibari “è un atto incomprensibile per una Regione resistente e virtuosa”

“La scelta del Governo di indicare la Calabria zona rossa è del tutto arbitraria e dannosa per la società e l’economia già esauste del territorio. Una decisione irrazionale imposta non sulla base di dati reali e oggettivi ma di una presunta insostenibilità delle terapie intensive e delle strutture ospedaliere”. È quanto dichiara Luigi Lirangi, Sindaco di Terranova da Sibari e Coordinatore provinciale di Fratelli D’Italia-Cosenza, stigmatizzando fortemente la decisione del Governo di porre la Calabria tra le zone rosse previste dal nuovo Dpcm. “Un atto incomprensibile – dichiara Lirangi – che non tiene conto dei livelli di contagio migliori di altre aree nonostante sbarchi incontrollati, né dei soli 10 posti occupati in terapia intensiva su 186 disponibili. Ciò significa – prosegue Lirangi – che la Calabria sta rispondendo bene alle restrizioni in corso, per cui è inaccettabile che la nostra Regione venga schiacciata da ulteriori difficoltà svantaggiando cittadini e settori economici già piegati dalle conseguenze della lunga emergenza”. Il quadro che traccia Lirangi ripercorre lo scenario condiviso che vede la Calabria tra le Regioni meno colpite dalla pandemia, “per questo – aggiunge il Sindaco di Terranova – non possiamo accettare un’imposizione che rischia di uccidere ogni prospettiva delle nostre comunità, dei bilanci comunali, delle Pmi locali, dei lavoratori e dei consumi senza alcuna rassicurazione sulla disponibilità di risorse finanziarie pubbliche”. Per Lirangi, infine, “potrebbe essere comprensibile e sostenibile uno sforzo di programmazione da parte del Governo in direzione di un efficientamento della sanità calabrese messa in ginocchio dal brutale e fallimentare commissariamento degli ultimi 10 anni, ma nel frattempo non si può abbattere l’intera Regione per un timore preventivo di inefficienza della sanità stessa. Il Governo accetti la nostra capacità di assumerci responsabilità di buoni comportamenti, come è evidente, e solo se ve ne fosse bisogno si potrebbe ricorrere a strutture di emergenza dell’Esercito italiano”. “Pertanto – conclude – il nostro no alla zona rossa è netto perché la Calabria non sta vivendo un’emergenza da zona rossa”.