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Coronavirus, l’appello del dott. Tromba: “dichiarare Zona Rossa tutta Italia”

Coronavirus, l’appello del dott. Tromba: “dichiarare Zona Rossa tutta Italia. il virus continua a correre anche nel mondo, dove sono stati superati i 50 milioni di casi”

“Fare chiarezza sta alla base del problema, dunque la parola deve per forza di circostanze passare agli esperti della sanità”. Lo dichiara il dottore Domenico Tromba, endocrinologo, responsabile Day service Tiroide Casa della salute Siderno, consigliere dell’Ordine dei medici di Reggio Calabria, membro cda Unime e presidente Associazione Scienza e Vita e segretario Ame Calabria. Sull’innalzamento della
curva dei contagi nel nostro Paese, il dottore Tromba spiega: “Il virus continua a correre anche nel mondo, dove sono stati superati i 50 milioni di casi , e in particolar modo in Europa dove l’epicentro del contagio sembra essere la Francia dove si sono superati i 40.000 morti covid. La situazione è drammatica ed è in continuo peggioramento. È importante l’unione di tutti quanti per affrontare questa tragedia nazionale”. Necessari, dunque, interventi immediati e veloci. “C’è bisogno di un intervento rapido -prosegue l’endocrinologo-bisogna creare una comunicazione unica in tutto il paese. Si è visto come questa chiusura a chiazze in questo momento non può funzionare. Abbiamo già un aumento del 10 per cento dei morti per infarto e ictus.Se non agiamo subito, non riusciremo a curare e ci saranno morti domani. Inoltre, si stanno reinfettando medici e infermieri, così si perderà la prima linea di questa guerra. Il Covid continua troppo velocemente la sua corsa, le rianimazioni già oggi ovunque sono piene e continuano a intasarsi”. Sulle soluzioni da adottare, il dottore Tromba è chiaro.”Bisogna a mio avviso passare subito ad un lockdown di tutto il paese se vogliamo cercare di ridimensionare il virus e forse passare un Natale in semi serenità. La curva epidemiologica continua a crescere e non bisogna più aspettare perché secondo me, anche se la corsa del virus rallentare da oggi in poi, la saturazione degli ospedali rischia di arrivare prima dell’inversione di tendenza.
L’ Rt a livello nazionale è all’1,7 ( cioè ogni contagiato trasmette il virus mediamente a poco meno di 2 persone).

Da ieri sono state variate a zona arancione le regioni Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria. Tuttavia, oramai sono tanti gli appelli a una chiusura maggiore, a un vero lockdown generale”. Unanimi sono le posizioni anche da parte delle diverse categorie di lavoratori”. Gli inviti-prosegue l’endocrinologo- arrivano sia dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ma anche dalle Organizzazioni di infermieri, dall’Associazione Anestetisti e rianimatori Ospedalieri ecc. A mio avviso, siamo in enorme ritardo e non si può più aspettare e assistere a questo rimpallo di responsabilità tra Regioni e Governo. Se si continua così si rischia di tornare alla situazione vissuta durante la prima ondata, nella quale si è dovuto decidere chi intubare e chi no. Oggi, i numeri giustificano assolutamente la chiusura di tutto il paese, altrimenti si rischiano almeno 10.000 morti in più. Più passa il tempo e più si avrà un raddoppio dei ricoveri e gli ospedali sono già al collasso”. L’espansione nei contagi del virus in tutto il Paese, evidenzia la necessità di prendere decisioni immediate. “Se non si chiude al più presto -conclude il dottore Tromba- tutto il paese rischia di avere per Natale oltre 30.000 persone in ospedale. Il lockdown totale sarebbe invece una boccata d’ossigeno per tutto il sistema. Ormai a mio avviso l’unica arma che ci è rimasta prima dell’arrivo del vaccino che dovrebbe essere tra fine novembre/primi di dicembre è una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone, in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. Questo è possibile solo con una chiusura totale e non di parte come sta avvenendo. E’ fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo e di rimanere a casa più possibile. Solo così potremo tentare di rallenterà il virus”.