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Coronavirus, al Gom di Reggio Calabria la speranza di una cura con adenosina: dalla Florida l’annuncio di voler avviare una sperimentazione [VIDEO]

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Il dottore Macheda ha spiegato i benefici che questa cura sta avendo sui pazienti ricoverati nell’ospedale di Reggio Calabria

“Abbiamo trattato 14 pazienti con esiti positivi. Adesso sono già quasi 10 pazienti che stiamo trattando e da ieri abbiamo iniziato a fare un trattamento su 5 pazienti ricoverati in malattie infettive, cioè stiamo cercando d’intercettarli un po’ prima”. Ad affermarlo il dottore Sebastiano Macheda, direttore del reparto di rianimazione al GOM di Reggio Calabria, nel corso di un’intervista ai microfoni di Sky Tg24. Da inizio pandemia, su proposta del collega oncologo Correale, ha iniziato a somministrare ai pazienti Covid una molecola che il corpo stesso produce e che ha un doppio beneficio: l’adenosina. “L’effetto dell’adenosina è quello di quello di modulare la risposta infiammatoria, ma nello stesso tempo, attraverso un altro meccanismo molto importante, agisce con la stimolazione di particolari macrofagi, intervenendo sulla riparazione del danno tissutale”, spiega Macheda.

Usata solo su chi ha già bisogno di sostegno respiratorio, ha dato sono ad oggi risultati molto incoraggianti, tanto che altre strutture in Italia si stanno interessando a questo trattamento per contrastare il Coronavirus. Peraltro si tratta di un’operazione non invasiva perché avviene per via aerosol. Dalla Florida hanno già annunciato di voler avviare uno studio sperimentale con l’FDA. “Abbiamo visto, dai dati osservazionali di marzo-aprile, che avevamo un miglioramento del quadro clinico dei pazienti, anche per quanto riguarda i pazienti ventilati, riusciamo a estubarli anche prima, per cui abbiamo chiesto nuovamente, in questa seconda ondata di Covid, che ci aspettavamo sì e no di avere, di poter ripetere la somministrazione di questa molecola”, continua Macheda. Non si tratta ancora di una sperimentazione perché lo sia serve il placet dell’Aifa, l’ospedale ne ha già fatto richiesta e sta inviando le informazioni fin qui raccolte, nella speranza di ottenere una risposta positiva.