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Coronavirus, Fassina (Leu): “il Dl ristori bis Va corretto, no a criteri territoriali”

Irina Shatilova

Coronavirus, Fassina (Leu): “il Dl ristori bis Va corretto, no a criteri territoriali. Bisogna dare un sostegno alle famiglie che vivono in affitto”

Stefano Fassina, deputato di Leu, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulle nomine dei commissari alla sanità in Calabria. “In una democrazia le nomine spettano alla politica, a chi è stato eletto ed ha ricevuto la fiducia dei cittadini –ha affermato Fassina-. Andrebbero però rafforzati i meccanismi di valutazione, ad esempio da parte delle commissioni parlamentari. Il punto è capire se chi viene nominato è il portaborse di chi nomina o è un professionista che ha le caratteristiche per essere nominato. Queste nomine dovrebbero avere preventivamente uno screening, una valutazione collegiale”.

Sul decreto ristori bis. “E’ un intervento importante, ma ritengo sia stato basato su criteri che non condivido. Il criterio non può essere territoriale, ma dev’essere legato al fatturato. Tu puoi avere aziende nelle zone rosse che però continuano a lavorare e vanno bene, mentre aziende che sono in zona gialla e non fatturano nulla, e non riceveranno nessun aiuto. I criteri vanno corretti e vanno inseriti interventi che ora mancano completamente. C’è bisogno di dare un sostegno alle famiglie che vivono in affitto. Perdere la casa vuol dire perdere tutto”.

Sugli investimenti in sanità. “Dobbiamo fare in modo di incardinare questi interventi in soluzioni strutturali. La sanità aveva tanti problemi ed inefficienze, bisognava togliere risorse dove erano sprecate e metterle dove erano carenti, come ad esempio la sanità. Questa fase deve far cambiare paradigma, servono investimenti ma anche medici che devono essere retribuiti in modo adeguato. C’è bisogno di una svolta, tanto sulla scuola quanto sulla sanità. Spero che quelli che oggi sono così sensibili su scuola e sanità, mantengano questa sensibilità anche tra qualche anno”.