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Coronavirus, Conte alla Camera per il nuovo Dpcm: “situazione diversa da marzo, ma la curva dei contagi impone ulteriori misure restrittive”

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Il Premier Conte ha scelto di anticipare già ad oggi le comunicazioni “così che il Parlamento possa esprimersi prima di adottare il provvedimento”

“Il Governo ha anticipato le decisioni sulle nuove misure restrittive. Serve massima speditezza a fronte del peggioramento del quadro epidemiologico, siamo costretti ad attuare nuove restrizioni. La curva dei contagi di sabato ha imposto un nuovo corpus da adottare anche prima di mercoledì 4 novembre. Dopo un’ulteriore interlocuzione con i presidenti delle Camere ho chiesto di poter anticipare già ad oggi queste mie comunicazioni così che il Parlamento possa esprimersi prima di adottare il provvedimento”. Così il premier Giuseppe Conte, nel suo intervento alla Camera sulle nuove norme anti-Covid, parlando di nuove misure restrittive. “Il Parlamento potrà esprimersi prima dei provvedimenti del Governo e do la mia disponibilità ad accogliere i rilievi che arriveranno. Abbiamo chiesto alle forze di opposizione un tavolo tecnico di confronto. Al momento la proposta è rifiutata, ma rimane sempre valida. Il Governo è, e sempre rimarrà, consapevole delle proprie responsabilità. Ogni nazione sta progressivamente attuando misure più restrittive, l’Europa è l’area più colpita da questa seconda ondata. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Coronavirus è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi.

TERAPIE INTENSIVE – “A ieri in Italia risultano ricoverati in terapia intensiva 1939 persone – ha continuato il Presidente Conte – . I pazienti in terapia intensiva sono al momento poco più della metà dei posti letto attivati grazie alle forniture del governo con il commissario straordinario Arcuri. C’è una rilevante differenza rispetto alla prima ondata: oggi c’è una accresciuta capacità di risposta in termini di dotazioni, per le quali ‘possiamo considerarci autosufficienti. Non stiamo subendo un’insostenibile pressione nei reparti di terapia intensiva. Piuttosto, registriamo un crescente, preoccupante affollamento nei restanti reparti”.

MISURE A LIVELLO REGIONALE – “Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità. Non ci sarà un regime indistinto sul territorio, il prossimo Dpcm individuerà e farà distinzione tre aree corrispondenti a tre aree di rischio. L’inserimento di una Regione all’interno dell’area di rischio avverrà con un’ordinanza del Ministro della Salute”, ha così spiegato Conte.

DPCM E NUOVE RESTRIZIONI – Nel Dpcm si prevede “anche integralmente” la didattica a distanza per le scuole di secondo grado. Lo annuncia il premier Giuseppe Conte alla Camera. Inoltre “per l’intero territorio nazionale intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari, parafarmacie e farmacie ed edicole che sono collocate dentro i centri. Chiudiamo i locali per le scommesse e sale da gioco, chiuderanno anche musei e mostre. Ci saranno anche limiti sulla circolazione in tarda serata. Siamo consapevoli della frustrazione e del senso di smarrimento e anche della rabbia che si sta manifestando in questi giorni. E siamo anche coscienti delle ripercussioni sull’attività economica, la produzione, ma non ci può essere dilemma nella difesa della salute e la tutela dell’economia, più piegheremo i contagi più allenteremo le restrizioni. I numeri macro economici non di dicono nulla del disagio sociale ma il risultato è straordinario. Ai cittadini va la nostra gratitudine”.