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Coronavirus, nelle “zone rosse” è il primo giorno di “lockdown” ma da Reggio a Crotone molti negozi sono aperti per protesta: la Calabria vuole continuare a vivere [FOTO e VIDEO INTERVISTE]

  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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Coronavirus, da oggi la Calabria è “zona rossa” ma si respira aria di normalità: la vita non si ferma, i negozi restano aperti per “disobbedienza civile”

Da oggi la Calabria è in “zona rossa” ma questo nuovo lockdown non viene accettato dalla popolazione calabrese che non lo considera giusto, mentre a questa terra arrivano riconoscimenti da tutto il mondo per il modo di gestire la pandemia e il basso numero di contagi e ricoverati a differenza di altre Regioni d’Italia considerate addirittura “gialle” pur essendo in pesante sofferenza ospedaliera. Ieri sera ci sono state proteste eclatanti in tutta la Regione, a Reggio in migliaia sono scesi in piazza chiedendo libertà. Stamattina la sensazione che si avverte è quella di una relativa normalità: il lockdown, di fatto, non c’è. Le scuole sono aperte, gli uffici non hanno chiuso e numerose attività commerciali hanno deciso di rimanere aperte, alcune come da Dpcm, altre pur violando la norma ma per dare continuità alla protesta e portare avanti una sorta di “disobbedienza civile”. In modo particolare a Reggio Calabria e a Crotone molti negozi oggi sono regolarmente aperti nonostante i divieti, per protesta e per lanciare l’appello che la città vuole continuare a vivere.

A Crotone addirittura 70% delle attività commerciali sono rimaste aperte per protesta, soprattutto i negozi di abbigliamento, mentre bar e ristoranti, che pur organizzati per l’asporto, hanno piazzato i tavolini in strada per accogliere i clienti.

Si attende, nel frattempo, che la Giunta formalizzi l’impugnativa dell’ordinanza mentre il Consiglio Regionale ha convocato una seduta straordinaria per domani con all’ordine del giorno un unico punto chiamato “Calabria zona gialla“.

Da segnalare al momento il comportamento di grande buon senso da parte delle forze dell’ordine: i controlli non sono così rigidi e invasivi, si presidia il territorio come nei giorni scorsi per intervenire in caso di eventuali folle o assembramenti ma non ci risultano, al momento, interventi più serrati sugli spostamenti o tantomeno sanzioni ai negozi che hanno aperto violando il Dpcm. Evidentemente le massime autorità cittadine hanno capito la situazione e anche compreso le esigenze della cittadinanza, esternate in modo pacifico in piazza. Sono consapevoli che proprio il comportamento delle forze dell’ordine sarà decisivo in questi giorni: multe, sanzioni e controlli esagerati potrebbero innescare la miccia di proteste sempre più dure e violente. Lasciare, invece, relative libertà a chi comunque rispetta il distanziamento, usa le mascherine, si dota di tutte le protezioni del caso, significa consentire al territorio di non morire e di superare questa “zona rossa” senza che esploda una bomba sociale.

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