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Coronavirus, in Calabria le scuole sono chiuse ma il Ministro e l’OMS ribadiscono: “devono stare aperte, basso impatto sui contagi ma danni enormi da chiusure”. Domani in piazza gli “School for Future”

Gettyimages / Family Veldman

Coronavirus, in Calabria le scuole sono chiuse ma il Ministro e l’OMS ribadiscono: “devono stare aperte”. Domani torna il movimento “School for Future” formato dagli studenti che chiedono lezioni in presenza

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina si sta battendo affinché le scuole rimangano aperte in questa seconda ondata di Covid-19, poiché sarebbero forti le conseguenze sugli studenti in termini di impatto psicologico e di dispersione scolastica di una seconda chiusura generalizzata come quella della scorsa primavera. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unesco scendono in campo sostenendo la stessa testi di Azzolina, ribadendo che l’impatto delle scuole sui contagi risulta essere limitato, che la trasmissione tra gli studenti avviene soprattutto fuori da scuola e che la probabilità di contagio risulta più bassa nei bambini e che e’ opportuno rendere i provvedimenti di chiusura delle scuole il più possibile limitati e circoscritti.

E’ stata la stessa ministra Azzolina a sollecitare l’incontro per confrontarsi sull’evoluzione della pandemia in ambito scolastico al quale hanno partecipato, tra gli altri, il direttore regionale per l’Europa, Hans Kluge, e il direttore vicario, dell’OMS, Ranieri Guerra, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanita’, Silvio Brusaferro, il Coordinatore del Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza, Agostino Miozzo, il Presidente della Societa’ Italiana di Pediatria, Alberto Villani, il Direttore dell’INAIL, Sergio Iavicoli. “Come Ministra sono convinta che dobbiamo fare ogni possibile sforzo per tenere le scuole aperte. E’ un nostro dovere garantire un’istruzione di qualita’ alle nostre studentesse e ai nostri studenti”, ha ribadito Azzolina.

Domani, intanto, davanti a diverse scuole italiane, torna il movimento “School for Future” formato dagli studenti che chiedono lezioni in presenza. Accanto a loro, c’e’ il Comitato Priorita’ alla scuola per il quale dal 4 dicembre, quando scadrà l’ultimo Dpcm, tutti i ragazzi devono tornare in classe.