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Calabria “Zona Rossa”, Imbalzano: “sì  al ricorso al tar, importante un’azione parlamentare congiunta e condivisa della deputazione calabrese”

Calabria “Zona Rossa”, Imbalzano: “più passano le ore, più i calabresi sono maggiormente indignati sulle reali motivazioni che hanno indotto il Governo alla scelta così illogica, così incoerente e quindi del tutto inaccettabile, di inserire anche la nostra regione tra le zone a massimo rischio Covid del Paese”

“Più passano le ore, più i calabresi sono maggiormente indignati sulle reali motivazioni che hanno indotto il Governo alla scelta così illogica, così incoerente e quindi del tutto inaccettabile, di inserire anche la Regione Calabria tra le zone a massimo rischio Covid del Paese. Quella Calabria che , pur considerando i 21 parametri presi a base delle scelte per contenere il diffondersi della pandemia – comunque da ponderare per la loro diversa importanza – , rimane di fatto la più virtuosa, sia Italia che in Europa, sotto il profilo epidemiologico. Ciò si dimostra tanto vero, che dai dati presi in esame e relativi alla settimana dal 19 al 25 ottobre, nella nostra regione si registra il più basso numero di casi positivi su 100.000 abitanti (appena 42, rispetto ad esempio ai circa 150 della penultima regione che è la Sicilia) sia con il 7% di posti utilizzati in terapia intensiva – limite rischio 30-40% – che con il minor numero di posti letto occupati nei diversi ospedali rispetto alla loro effettiva capienza”. E’ quanto afferma Candeloro Imbalzano, già presidente della Commissione “Bilancio, Attività Produttive e Fondi Comunitari” del Consiglio Regionale. “Non vogliamo dare credito alla tesi che si sono colpite tre regioni governate dal centro-destra, per il semplice motivo che la Calabria non è lontanamente equiparabile all’ attuale situazione della Lombardia e del Piemonte, ma neanche a quella del Veneto, che “Zona Rossa” non è. Né vogliamo concedere udienza alla tesi che la nostra regione in questo momento è politicamente tra le più deboli e quindi scarsamente difendibile, rispetto ad un Governo nazionale di segno diverso”, aggiunge Candeloro Imbalzano.

“Non vogliamo pensar male! Ma nessuno ci può convincere che la scelta di prolungare il Commissariamento della sanità regionale con poteri eccezionali e per almeno 24 mesi, ci porta dritti alla conclusione che essa doveva essere sostenuta con la drammatizzazione della vera realtà epidemiologica e con una rappresentazione di quella ospedaliera, pur critica come in gran parte del Mezzogiorno, al limite del potenziale collasso”, continua Candeloro Imbalzano. “A questo punto, urge contenere i tempi di chiusura della Regione e le conseguenze del disastro economico e sociale che si profila. Ben venga il ricorso della Giunta al Tar del Lazio, iniziativa tanto naturale e automatica, quanto inutile, sia per la tempistica che per i possibili risultati, per motivazioni che lasciamo alla intelligenza di tutti. La strada più diretta, per quanto impervia vista la sordità di un Governo chiuso in se stesso, è la richiesta, la più ampia e condivisa possibile, della deputazione parlamentare calabrese di un immediato dibattito in Aula sul DCPM incriminato, che consenta di contestare alla luce del sole i criteri ed i dati sulla base dei quali si è voluto penalizzare una regione così marginale rispetto al Paese che conta”, aggiunge ancora Candeloro Imbalzano. “E’ il momento delle iniziative coraggiose, concrete e non rinviabili! E’ chiaro che, di fronte ad un diniego del Governo o a sue manovre dilatorie per eludere il confronto su una decisione tanto drammatica, non vanno escluse neanche iniziative clamorose di Deputati e Senatori calabresi dentro e fuori il Parlamento, con il chiaro obiettivo di snidare l’Esecutivo e costringerlo a farlo recedere entro pochi giorni da una decisione così punitiva nei confronti delle famiglie, delle professioni e delle imprese calabresi”, conclude Candeloro Imbalzano.