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Calabria “zona rossa”, Cannizzaro: “è follia da fermare, ho già chiesto a Spirlì di impugnare l’ordinanza con immediato ricorso al TAR”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Coronavirus, con l’ultimo Dpcm la Calabria è stata inserita nella zona rossa. Cannizzaro però promette di impugnare il decreto facendo ricorso al Tar

“Io non ci sto! Calabresi tutti, dobbiamo agire concretamente per fermare il disastro decretato dall’ultimo Dpcm. Le chiacchiere le lasciamo ai leoni da tastiera ed ai politicanti, la mia idea è pratica e realistica: IMPUGNARE IL DECRETO COME REGIONE, FARE RICORSO AL TAR, CON INTERVENTO AD ADIUVANDUM DI TUTTI I COMUNI DELLA CALABRIA! È l’unico modo concreto per tentare di arginare la follia del Governo. Ho già inoltrato formale richiesta al Presidente f.f. Spirlì per passare all’azione… nelle prossime ore aspettatevi aggiornamenti!”, lo scrive tramite un post su Facebook il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro. Con l’ultimo decreto la Calabria è stata inserita nella “zona rossa”, decisione che ha generato le critiche della politica calabrese.

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L’onorevole Cannizzaro ha poi diffuso il seguente comunicato stampa: “Calabresi, quella del Governo è senza ombra di dubbio una prevaricazione, davanti alla quale non possiamo restare inermi o aspettare che altri agiscano per noi. Dobbiamo reagire concretamente, non fare chiacchiere. Ritengo sia da ingenui subire ancora una volta i soprusi o le sviste di chi della nostra Regione si interessa solo quando c’è da commissariare o da applicare tagli. BASTA! Per agire concretamente intendo usare tutti gli strumenti che sono nelle nostre possibilità per opporci, civilmente, a qualcosa che ci danneggerebbe in modo irrimediabile. La mia proposta: muovere ricorso come Regione Calabria, impugnando il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e la collegata ordinanza del Ministro Speranza, chiedendo anche un intervento ad adiuvandum di tutti i Comuni calabresi. Non è una proposta buttata lì, sta già prendendo corpo: in qualità di Deputato eletto in Calabria ho infatti già provveduto, nell’espletamento delle mie funzioni di Rappresentante dei cittadini calabresi, a mettermi in contatto con il Presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, spiegando e motivando la mia proposta volta alla presentazione di formale ricorso da parte della Regione. In sede giurisdizionale vengono considerati in primo luogo i fatti, la completezza dell’istruttoria svolta e, non ultima, la ragionevolezza e proporzionalità della scelta operata. Un aspetto da tener presente infatti è che sul piatto della bilancia ci sono rischi sanitari che bisogna comparare non soltanto con lo spazio di libertà dei singoli ma anche con altri rischi, come appunto quelli di tenuta sociale ed economica di un territorio. L’assenza di una congrua valutazione degli elementi disponibili rende fragile una determinazione che non tiene conto di tutti i dati tecnici. In questo quadro vanno considerati due fattori: il primo importantissimo, è costituito dai dati specifici del contesto territoriale, il secondo dalla comparazione statistica con i mesi scorsi. La giurisprudenza in materia ha già in passato chiarito che per fronteggiare un rischio non necessariamente la misura più congrua è quella più restrittiva. Pertanto, appare essenziale la verifica della modulazione dei rimedi. Decisioni come quelle che ci hanno appena colpiti dobbiamo combatterle, con dignità e competenza, valori che hanno sempre contraddistinto la Nostra amata Calabria. In assenza di un corretto confronto Stato-Regioni, non resta che ricorrere urgentemente alla via giurisdizionale per tutelare gli interessi dei cittadini, delle imprese e delle famiglie calabresi”.

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