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“No alla Zona Rossa, i Calabresi presentano il conto”: parte denuncia allo Stato italiano presso la Corte Europea di Strasburgo. “Adesso vogliamo essere risarciti” [FOTO e VIDEO]

  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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Reggio Calabria, a piazza Camagna l’iniziativa per presentare la denuncia allo Stato italiano presso la Corte Europea di Strasburgo

Un gruppo di manifestanti contro la dichiarazione della “Zona Rossa” in Calabria ha presentato oggi pomeriggio a piazza Camagna, nella principale città della Regione, l’idea nata da un grosso studio legale per risarcire i calabresi da quest’ingiustizia. “E’ lo Stato che da 12 anni ha commissariato la nostra Sanità, è lo Stato che doveva garantirci i nostri diritti, e adesso lo Stato ci toglie ogni libertà perchè non è stato capace di attrezzare il sistema” urlano rabbiosi i manifestanti. “Tutti i politici di tutti gli schieramenti che si sono succeduti in questi 12 anni alla guida della Regione hanno chiesto di restituire la sanità alla Calabria per poter fare meglio; noi non sappiamo se i politici avrebbero fatto meglio, ma di certo sappiamo che lo Stato tramite i commissari ha fallito. E allora, visto che la piazza non ha senso che rimanga fine a se stessa, oggi presentiamo quest’iniziativa importante. Chiederemo allo Stato i danni, con una denuncia presso la Corte Europea di Strasburgo. Parliamo di cifre enormi, dobbiamo essere tutti risarciti“.

La “zona rossa”, spiegano gli amministratori, “determina una limitazione dei diritti sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo; considerato che in questo quadro, la violazione dei diritti personali, alla salute, sociali ed economici, insieme ad altri diritti protetti dalla Convenzione, determina anche l’applicazione di tutela per equivalente sotto forma di “equa soddisfazione”; alla luce di questo promuoveremo un’azione legale pubblica contro lo Stato italiano, attraverso il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ed altre eventuali sedi giudiziarie competenti, per il risarcimento del danno economico, commerciale, produttivo e sociale, subito dai calabresi per la mancata adozione di provvedimenti sanitari e di prevenzione covid. L’eventuale indennizzo economico verrà destinato, attraverso enti pubblici o non a scopo di lucro, per riqualificare la sanità ospedaliera e del territorio, sostenere il comparto commerciale, produttivo ed assistenziale calabrese“.

Per sostenere l’iniziativa è stata lanciata una petizione su Change.

Reggio Calabria, Domenico Comandè illustra l’iniziativa: “denuncia allo Stato presso la Corte Europea per avere il giusto risarcimento” [VIDEO]