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Calabria, “Il Commissario lo scegliamo noi!”: da Gratteri a Bertolaso e Gino Strada, il SONDAGGIO aperto a tutti i cittadini [COME VOTARE]

I cittadini fanno capire che sulla sanità non si scherza più

“Il Commissario lo scegliamo noi!”, si intitola così l’iniziativa lanciata da alcuni cittadini calabresi dopo la nomina di Giuseppe Zuccatelli come nuovo commissario alla sanità regionale. Un nome che ha generato critiche e tanti dubbi, così da spingere la popolazione ad alzare la voce: “Accettiamo che la sanità calabrese sia commissariata limitatamente al periodo di emergenza Covid e fino alle prossime consultazioni regionali. Intanto scegliamo noi il commissario!”. Il modulo è stato creato da una cittadina, la quale ci tiene a sottolineare dietro questa idea non c’è alcun tipo di interesse, e nell’elenco sono presenti nomi di grande rilevanza locale e nazionale appartenenti alla sfera della politica, della medicina e della magistratura. I risultati del sondaggio sono consultabili live ed è possibile controllare in qualsiasi momento l’andamento. Attualmente in cima alla lista delle preferenze figura il nome del Procuratore Nicola Gratteri (587 voti), seguito da Guido Bertolaso (342) e Gino Strada (334). Un dato momentaneo ma che sicuramente apre ad alcune considerazioni: molti calabresi infatti non hanno selezionato un nome vicino all’ambito medico e sanitario, ma piuttosto ritengono sia necessario affidare il ruolo ad una figura che sappia far rispettare la legalità e vigilare sulla trasparenza delle decisioni politiche.

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Chi è Nicola Gratteri: il curriculum

Nicola Gratteri è nato il 22 luglio del 1958 a Gerace (RC) ed è un magistrato, ex Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria, attualmente Procuratore del Tribunale di Catanzaro. Dopo aver conseguito la maturità scientifica si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania per poi entrare in magistratura. E’ uno dei magistrati più noti della DDA (direzione distrettuale antimafia) in prima linea nella lotta contro la ‘Ndrangheta (malavita organizzata calabrese) vive dall’aprile del 1989 sotto scorta.

Il 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria.

Durante il Governo Letta è stato designato componente della task force per l’elaborazione di proposte in tema di lotta alla criminalità organizzata e nel febbraio del 2014 è circolato il suo nome quale candidato alla carica di Ministro della Giustizia ma infine ha prevalso a nomina dell’attuale Ministro Andrea Orlando. Il 27 febbraio del 2014 è stato nominato dalla presidentessa Rosy Bindi, consigliere della Commissione parlamentare antimafia ed il 1° agosto del 2014 l’attuale premier Matteo Renzi lo ha nominato Presidente della commissione per l’elaborazione di proposte normative in tema di lotta alle mafie.

Il 1º agosto 2014 il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nomina Gratteri Presidente della commissione per l’elaborazione di proposte normative in tema di lotta alle mafie. Il 21 aprile 2016 il plenum del Csm, a larga maggioranza, lo ha nominato con pratica d’urgenza Procuratore di Catanzaro, al posto di Antonio Lombardo, andato in pensione.

Chi è Guido Bertolaso: il curriculum

A 70 anni, a lungo a capo della Protezione civile, nominato da Romano Prodi nel 1996, Bertolaso affronta l’ennesima sfida, dopo una carriera da supercommissario per antonomasia. Medico specializzato in malattie tropicali, è stato lui a organizzare il gigantesco Giubileo del 2000 a Roma su incarico dell’allora sindaco Francesco Rutelli, cinque anni dopo si è occupato di un’altra potenziale emergenza per la Capitale, con l’enorme afflusso di fedeli per i funerali di papa Giovanni Paolo II.

Nel 2003 è stata la volta di Silvio Berlusconi che lo ha chiamato per affrontare l’emergenza Sars, mettendo praticamente in ombra il più compassato ministro Girolamo Sirchia. Quel che sicuramente non fa difetto a Bertolaso è la sicurezza in se stesso e nelle capacità del suo staff, con la sua metafora che torna spesso quando gli viene chiesto come vadano gestite le emergenze: “Io sono un medico e quando mi chiamano perché ci sono dei feriti, cerco di salvare loro la vita. E quindi – ripeteva indossando l’immancabile golf con il tricolore sul petto – se è necessario passo anche con il rosso e vado contromano. Poi pagherò la multa”.

E con quel mantra ha affrontato tutti i disastri per i quali è stato chiamato. Dalla gestione dei soccorsi per lo tsunami del 2004 in Thailandia e Cambogia, passando per l’emergenza rifiuti in Campania, fino al G8 organizzato all’Aquila subito dopo il terremoto. Bertolaso è stato nominato commissario straordinario per l’emergenza nella gestione del dopo terremoto dell’Abruzzo dal 6 aprile 2009 al novembre del 2010. In merito a questa esperienza è stato accusato di omicidio colposo per il processo “Grandi rischi bis”, da cui è uscito assolto sia in primo grado che in appello. Nel 2006 doveva anche fare il candidato sindaco di Roma per il centrodestra, salvo poi essere scaricato all’ultimo a favore di Alfio Marchini. In questa ultima emergenza Coronavirus il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana lo ha scelto come consulente personale per la realizzazione del progetto riguardante la costruzione dell’ospedale dedicato ai pazienti Covid19 presso le strutture messe a disposizione della Fondazione Fiera di Milano al Portello.

Chi è Gino Strada: il curriculum

Luigi Strada – noto come Gino – nasce a Sesto San Giovanni (Milano) il giorno 21 aprile 1948. Conseguita nel 1978 la laurea in Medicina presso l’Università Statale di Milano, successivamente si specializza in chirurgia d’urgenza. Durante gli anni della contestazione è uno degli attivisti del “Movimento Studentesco”, anche come responsabile nel gruppo di servizio d’ordine della facoltà di Medicina. Come professionista pratica nel campo del trapianto di cuore fino al 1988, poi Gino Strada indirizza i propri interessi verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Negli anni tra il 1989 e il 1994 lavora con il Comitato Internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: si sposta continuamente tra Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia-Erzegovina.

Questa esperienza sul campo assieme alla sensibilità personale del chirurgo alimentano la motivazione di Gino Strada, assieme ad un gruppo di colleghi, per fondare “Emergency”, un’associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. Dalla sua fondazione che risale al 1994, nei primi 15 anni di attività i pazienti assistiti sono oltre 3 milioni. Tra i fondatori di Emergency c’è anche la moglie Teresa Sarti, morta nel 2009.

Nel marzo 2007, durante il sequestro in Afghanistan del giornalista de “La Repubblica”, Daniele Mastrogiacomo, ha assunto una posizione di rilievo nelle trattative per la sua liberazione.

Durante gli anni di attività Gino Strada ha spesso assunto posizioni critiche nei confronti della politica dei governi italiani – guidati da Romano Prodi e Silvio Berlusconi – accusati da Strada di avere portato l’Italia a intervenire militarmente nei conflitti. In particolare Strada ha criticato il supporto italiano all’intervento NATO in Afghanistan contro il precedente governo talebano, un atto di guerra contro la popolazione afghana secondo Emergency, in aperta violazione della Costituzione della Repubblica Italiana.