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Caccia in Calabria: richiesta al presidente Spirlì di ripresa dell’attività venatoria

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Caccia in Calabria: richiesta al presidente Spirlì di ripresa dell’attività venatoria, lettera al presidente facenti funzioni

Di seguito la lettera integrale dell’Ing. Rocco Palamara al presidente ff Spirlì sulla ripresa dell’attività venatoria in Calabria:

“Oggetto: Richiesta ripresa e proroga attività Venatoria in relazione ad Emergenza COVID.

“Con la presente, nella veste di Presidente e rappresentante legale dell’ATC-RC1, a tutela dei cacciatori di questo Ambito di Caccia per un totale di 59 Comuni, nel merito si evidenzia quanto segue:

Visto il DPCM entrato in vigore il 06 Novembre 2020 nel quale la Regione Calabria è stata identificata come “Zona Rossa”;

Visto il divieto di svolgere l’attività venatoria in vasti territori di questo ATC ricadenti nelle zone ZPS e ZSC per più di un mese dall’apertura della stagione venatoria 2020/2021 a causa della sospensiva del TAR del 24 Settembre 2020;

Vista l’emergenza cinghiali in atto; Considerati gli ingenti danni causati all’agricoltura, il rischio sanitario e di incolumità personale;

Considerato che l’attività venatoria a seguito del DPCM è stata sospesa a decorrere dal 6 Novembre 2020 ma che i cacciatori con notevoli sacrifici avevano già provveduto al pagamento delle tasse per svolgere l’attività venatoria secondo quanto previsto dal Calendario Venatorio;

Sentiti i tanti Sindaci dei Comuni di questo Ambito Territoriale;

Per quanto in premessa:

SI CHIEDE

Di mettere in essere tutte le procedure per permettere la ripresa dell’attività venatoria nei limiti e nel rispetto delle precauzioni e prescrizioni previste per fronteggiare l’emergenza Covid.19;

Di valutare possibili prescrizioni e precauzioni da fornire ai cacciatori per lo svolgimento della propria attività:

Che la chiusura della caccia al cinghiale venga posticipata al 31 Gennaio 2021 (Art. 18 comma d) della Legge 157/92) in modo da poter quindi recuperare parte delle giornate di caccia sospese a causa delle incombenze descritte precedentemente e fronteggiare l’emergenza in atto. Tutto ciò si richiede a difesa delle attività agricole, dei cacciatori e dei cittadini tutti.

Tali richieste nascono inoltre dalla considerazione che l’attività venatoria si svolge completamente all’aria aperta, lontano dagli agglomerati urbani, da ricettori sensibili e quindi con un rischio di contagio pressoché nullo. Inoltre questa potrebbe essere autorizzata ed integrata ad altre attività ludiche e sportive che già possono essere svolte nel Comune di residenza (ciclismo e pesca amatoriale come da FAQ Ministeriale) vista la caratterizzazione dell’individualità e dell’assenza di contatti interpersonali. Infine ricordo che i cacciatori elargiscono centinaia e migliaia di euro alle casse dei vari Enti per poter svolgere la propria attività e che questi, con grande senso di responsabilità, auspicano la ripresa dell’attività garantendo la più rigorosa attenzione per evitare il rischio contagio”.
Il presidente ATC RC1

Ing. Rocco Palamara