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L’ex arbitro Tagliavento ammette: “con il VAR avrei dato il gol di Muntari, uno dei peggiori errori della mia carriera”

Foto Getty / Gabriele Maltinti

Paolo Tagliavento sottolinea l’importanza del VAR: con la moviola in campo l’ex arbitro avrebbe dato il gol di Muntari nel famoso Milan-Juventus del 2012

L’introduzione del VAR in Serie A era vista con grande diffidenza, che a posteriori possiamo definire alquanto ingiustificata. Tanti gli errori corretti fra fuorigiochi, falli e cartellini del giusto colore sventolati dagli arbitri che hanno trovato nella moviola e nelle telecamere i loro più validi alleati. Ad oggi le vere proteste riguardano i mancati interventi del VAR, a volte inspiegabilmente non consultati dagli arbitri per episodi dubbi, rivelatisi poi errati.

Anche uno dei fischietti più diffidenti come Paolo Tagliavento si è dovuto ricredere. L’ex arbitro, ora vicepresidente della Ternana, ai microfoni di ‘Avvenire’ si è detto assolutamente favorevole al VAR, tecnologia che in carriera gli avrebbe evitato errori madornali come il famoso gol di Muntari in Milan-Juventus del 2012: “durante la fase di sperimentazione ero il più scettico fra i miei colleghi, poi mi sono bastati i primi 45’ di Inter-Fiorentina per capire cosa mi ero perso in tutti quegli anni… Se ne avessi beneficiato prima, sono certo che il Var mi avrebbe evitato i cinque peggiori errori della mia carriera: tipo il gol annullato a Muntari, palla dentro e non fuori di Buffon in Milan-Juventus (2012) e la rete in fuorigioco di Matip, non rilevato, nello ‘spareggio’ Champions (2013) Schalke 04-Basilea 2-0…Del resto ogni arbitro che ha diretto ad alti livelli si porta dietro l’etichetta della svista d’autore che ha commesso in carriera… Oggi comprendo meglio la reazione dei calciatori quando protestano per l’errore arbitrale, mentre non capisco perché nel 2020 non si dia la possibilità agli arbitri di poter discutere e giustificare il loro operato a fine gara. Sarebbe utile, quanto meno ad abbassare i toni e a non creare ‘mostri’. In Germania è da anni che il direttore di gara al triplice fischio finale va in conferenza stampa e risponde direttamente della sua prestazione. In Italia questo non è ancora successo, ma solo perché a molti fa comodo strumentalizzare l’errore, in modo da aizzare la piazza e alimentare la polemica“.