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Storia della rivalità tra Reggina e Cosenza: dagli striscioni-sfottò alle “consapevolezze” di Savoldi

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Storia della rivalità tra Reggina e Cosenza, uno dei derby più sentiti in Calabria: tra striscioni, racconti e aneddoti

Dio non salvi la Reggina” o “Lupi mai, conigli sempre“. Sono questi due degli striscioni-sfottò più iconici e significativi della lunghissima storia della rivalità tra Reggina e Cosenza, che domani al Granillo tornano ad affrontarsi a distanza di 3 anni. Una rivalità sana, genuina, fatta di tutti quegli ingredienti nostalgici legati al calcio di una volta, lontano dalle pay tv, dalle restrizioni e dagli stadi semi vuoti.

La storia di Reggina-Cosenza è piena di incroci, per tutta una serie di motivi. Si tratta di due città calabresi, sicuramente tra le più importanti della Regione, che fino al ’99 si contendevano lo scettro di “eterna seconda”, sempre lontane da quel sogno chiamato Serie A che solo il Catanzaro era riuscito a conquistare fino ad allora. Si tratta di due squadre da cui sono passati tantissimi calciatori. Chi da Reggio a Cosenza e chi viceversa, come testimoniato proprio dalla militanza dell’attuale tecnico amaranto Mimmo Toscano, calciatore e allenatore di entrambe le compagini.

Ma soprattutto, specie per i tifosi della Reggina, i derby contro il Cosenza sono secondi soltanto a quelli contro il Messina. E il Cosenza, negli anni ’90, ha sostituito in tutto e per tutto proprio i peloritani – assenti dai grandi palcoscenici – nei derby in B con gli amaranto. Tra cui quelli più dolci, tra il 1998 e il 2002, che hanno visto il club dello Stretto lottare per tornare nell’Olimpo del calcio.

Dei precedenti tra le due compagini abbiamo parlato in altra pagina, così come abbiamo citato anche – ad inizio articolo – due degli striscioni più iconici di sempre della sfida. Il primo, “Dio non salvi la Reggina“, è risalente proprio ad uno dei derby degli anni ’90, e ne ha visto l’esposizione in Curva Sud da parte dei tifosi rossoblu. Il secondo, “Lupi mai conigli sempre“, è invece opera dei supporters amaranto in uno degli ultimi incontri in assoluto, quello del 2014-2015 con un Roberto Insigne mattatore, autore di una tripletta al Granillo sotto una pioggia battente.

Un particolare, invece, risalta dalle parole di un doppio ex, Gianluca Savoldi. Dopo le 10 reti in terra silana nel 2000-2001, il centravanti si trasferisce in riva allo Stretto nella stagione successiva, quella che permette alla Reggina di tornare nel calcio che conta. Un passaggio non gradito da parte dei Lupi, che non nascosero affatto il proprio malcontento: “Quando tornai a Cosenza – raccontò Savoldi in una vecchia intervista – capii la grande rivalità tra le due squadre. Ci rimasi molto male per gli sputi che piovvero dalla Curva Nord durante il riscaldamento, feci addirittura la doccia prima di iniziare la partita. Probabilmente avevo sottovalutato cosa aveva significato il mio trasferimento”.

Ma probabilmente neanche questi aneddoti e dettagli bastano per raccontare tutto il fascino di un derby contorniato da eventi, racconti e fatti scolpiti nel tempo. La partita di domani però, purtroppo, non può far altro che aggiornare gli almanacchi legati alle gesta e ai risultati in campo. Perché quelli sugli spalti, al di là della parziale riapertura al pubblico, non faranno altro che assegnare a questo match l’appellativo del “derby ai tempi del Covid“…