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Sanità, Movimento per la Rinascita del PCI: “è possibile che in Calabria si deve continuare a vivere nell’emergenza e non pianificare?”

Sanità, Movimento per la Rinascita del PCI: “è possibile che in Calabria si deve continuare a vivere nell’emergenza e non pianificare? Oggi mancano 400 unità di personale solo al GOM”

Negli ultimi 2 giorni abbiamo letto 2 drammatici appelli: un primo appello proposto da 40 tra associazioni, ordini professionali e singoli cittadini, che hanno deciso di rivolgere una accorata e forte denuncia al Ministero esponendo la drammatica situazione in cui si trova la Sanità Territoriale della Provincia Reggina: cure domiciliari ferme da maggio; Ospedale di Locri in situazione di quasi chiusura (poche settimane fa avevano protestato i Sindaci della Locride); come tutti gli altri presidi ospedalieri del territorio; scarsità di posti letto di terapia intensiva, semintensiva; e poi rete di pronto soccorso e presidi territoriali fermi da maggio; cioè da 5 mesi. Senza dimenticare che i laboratori e le strutture di medicina preventiva (per capirci l’unità operativa che si occupa di fare tamponi ed analizzarli) sono ridotte al lumicino; eppure in questo momento tutti gli scienziati dicono che per arginare l’espansione si dovrebbero fare tantissimi tamponi. Ebbene come? Su tutto regna carenza di personale; carenza di strutture; carenza di strumentazioni adeguate e tecnologie avanzate. Oggi registriamo un secondo appello ancor più accorato che riguarda il Grande Ospedale Metropolitano. La Direzione strategica, i Capi Dipartimento, Primari e medici hanno portato la gravissima situazione esistente all’attenzione del Prefetto chiedendo alla Prefettura di aprire un tavolo tecnico che coinvolga Regione, Struttura del Commissario alla Sanità Calabrese e che affronti subito; oggi; i problemi esistenti”. E’ quanto scrive in una nota il Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti del Coordinamento Provinciale di Reggio Calabria.

“In buona sostanza il nostro Ospedale – prosegue la nota- per poter garantire la cura degli ammalati COVID19 che necessitano di essere ricoverati (in realtà lo stanno già facendo) dovranno chiudere tutti i reparti; chirurgie; polo oncoematologico (pensiamo che in questo momento i malati oncoematologici i cui reparti sono all’Ospedale Morelli, si devono recare al vecchio Ospedale per fare i tamponi non essendoci al Morelli un centro COVID; sempre a causa della carenza di personale); e così tutti i servizi, trasferendo il personale nei reparti COVID. E come se in guerra per riempire le trincee, non avendo soldati a sufficienza, si facessero scendere dagli aerei i piloti e dalle navi i marinai per riempire gli spazi vuoti. Ma ha un senso tutto ciò? Un paese civile può permettersi di lasciare i cittadini (pensiamo agli ammalati sofferenti di patologie gravi; cardiopatici; persone che hanno prenotato operazioni chirurgiche (che magari sono in lista da mesi visto il blocco covid della scorsa primavera) disarmati; senza possibilità di curarsi? Ma, ci domandiamo l’Assessorato alla Sanità Calabrese ed ancor più il Commissario dove sono? Eppure l’esperienza della primavera scorsa ci aveva obbligato a toccare con mano la gravità della situazione e gli esperti avevano preannunciato il ritorno della pandemia nella stagione autunnale. Purtroppo il Commissario alla Sanità in Calabria appare più un ragioniere preoccupato solo a ridurre i costi che a pensare, progettare un sistema sanitario adeguati ai bisogni. In un momento così drammatico ha pensato bene anche di bocciare il piano dei Fabbisogni presentato dalla Direzione Ospedaliera. Così quello che doveva costituire lo strumento principale per dare avvio ad un piano assunzionale è rimasto nel cassetto. Incredibile ma vero”.

“Grazie alla vibrata protesta della Direzione strategica– rimarca la nota-  e dei primari confluita nell’incontro avuto in Prefettura e, sicuramente, all’impulso profuso dal sig. Prefetto, i Commissari hanno autorizzato l’assunzione temporanea di circa 200 unità tra GOM e Sanità Territoriale. Ebbene, si tratta di assunzioni assolutamente temporanee e legate solo alla emergenza COVID. Ciò che fa rabbia e obbliga a protestare con forza è che dette pseudoassunzioni sono state fatte con fondi già in possesso della struttura Commissariale da maggio scorso. E allora perché i Commissari non hanno utilizzato detti fondi in tempo utile in modo da creare le condizioni più consone alla bisogna già nei mesi scorsi? Perché hanno bocciato il Piano dei fabbisogni proposto dal GOM che avrebbe consentito di spalmare il nuovo personale colmando le reali esigenze individuate in maniera più razionale nel suddetto Piano? Perché – è bene essere chiari – quelle autorizzate sono solo assunzioni precarie e solo per il periodo di emergenza COVID, mentre il Piano dei Fabbisogni prevedeva l’assunzione in maniera stabile e duratura E’ possibile che in Calabria si deve continuare a vivere nell’emergenza e non pianificare? E tutti gli altri reparti? Oggi mancano 400 unità di personale solo al GOM. Oggi gli Ospedali, i presidi territoriali soffrono di una enorme carenza di personale sanitario. Cosa succederà nelle prossime settimane? Si lasceranno gli ammalati fuori dagli Ospedali; i dializzati a casa; le persone anziane senza cure; i malati cronici senza controlli? Cosa succederà se i ricoveri per COVID dovessero aumentare in maniera esponenziale? Tremano i polsi solo al pensiero di ciò che potrebbe succedere”.

“Carenza che negli ultimi anni – evidenza la nota- è cresciuta in maniera esponenziale; da anni non si fanno concorsi; non si assume; la stabilizzazione del personale precario cammina più lenta di una tartaruga. (ci asteniamo in questa sede dal censurare la miopia degli ultimi governi che da 10 anni almeno, anzicchè ascoltare i drammatici appelli che arrivano da ammalati e soprattutto dal mondo scientifico-sanitario, non hanno voluto ampliare i posti nelle facoltà di medicina mantenendo un numero chiuso assurdo ed anacronistico rispetto ad una carenza che ormai rasente cifre a 5 zeri). Per questo abbiamo ritenuto di condividere l’appello lanciato con forza dai sanitari del nostro Ospedale (e dalle associazioni per la sanità territoriale) provando a dare più forza e maggiore visibilità. Anche perché da anni ci battiamo per un sistema sanitario calabrese più di qualità; più efficiente. Solo 3 anni fa abbiamo realizzato una petizione popolare, raccogliendo migliaia di firme con banchetti davanti agli ospedali calabresi proprio nella speranza di invertire la marcia e poter offrire ai calabresi una tutela della salute migliore. Pertanto, pubblicamente invitiamo Il Ministero; Il Commissario alla Salute (sic; alla salute) Dott. Cotticelli; l’Assessorato Regionale alla Sanità; ma anche il sig. Sindaco della città che comunque, è la massima autorità sanitaria per la città e quale Presidente della città Metropolitana per l’intero territorio provinciale; i rappresentanti calabresi nelle Istituzioni Regionali e Parlamentari (è incredibile il silenzio dei nostri Parlamentari); e per quanto di competenza il sig. Prefetto ad avviare ogni iniziativa utile a ridurre i punti di criticità e mettere i nostri sanitari; i nostri Ospedali; la nostra rete territoriale in condizione di poter erogare servizi sanitari efficienti; immediati ed a tutti i cittadini. Per una volta, che si eviti lo scarica barile; che le Istituzioni si muovano di concerto; in maniera coesa avendo uno ed un solo obiettivo: la tutela della salute dei cittadini. Lo impone la Costituzione ma anche la coscienza di chi governa i processi sanitari ed è preposto a garantire una sanità efficiente, efficace e di qualità. Basta commissariamenti; ma investimenti, programmazione, e qualità sanitaria. Abbiamo il dovere – e tutti ed ognuno ci dobbiamo sentire responsabili – di dare risposte serie, celeri e qualificate ai calabresi”, conclude la nota.