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Reggio Calabria, lo sfogo di un cittadino: “no, non ha vinto la democrazia. Dobbiamo ringraziare Klaus Davi, e ricordare le parole di Nicola Giunta”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria: la lettera inviata da un lettore di StrettoWeb, Domenico D’Aguì, dopo il ballottaggio

“A poche ore dall’esito del ballottaggio elettorale che ha visto uscire vincitore Giuseppe Falcomatà, qualcuno si è affrettato a richiamarci al rispetto della Democrazia e della libera espressione della volontà popolare”. Lo scrive, in una lettera inviata a StrettoWeb, un cittadino di Reggio Calabria, Domenico D’Aguì.

“Mi si consenta di dissentire. Anche un certo Adolf Hitler (che Falcomatà non si monti la testa per il confronto, posto anche che nulla ha a che spartire col personaggio citato…) fu democraticamente eletto al Reichstag: le conseguenze che ne seguirono, purtroppo, sono note a tutti coloro che hanno sfogliato anche distrattamente un qualunque manuale di Storia contemporanea….”

“No! Il 5 ottobre del 2020 a Reggio Calabria non ha vinto la Democrazia: hanno trionfato la Città dei compari e delle comari, le consorterie e i comitati d’affari spesso portatori di interessi indicibili, i pubblici funzionari che hanno fatto quadrato nella disperata difesa di privilegi e rendite di posizione. Ha perso quella parte di dell’opinione pubblica che, dopo anni di dissesto finanziario, malagestione della cosa pubblica e immobilismo, cercava un cambio di rotta.
Ha perso chi vede nella politica un modo attivo di mettersi al servizio della Città e non una professione, un modo di sbarcare il lunario o di garantire attraverso lo strumento della candidatura un futuro e un ruolo pubblico a figli, parenti e sodali”.

“Rimane alla guida della Città un Sindaco di cui nessuno può contestare l’onestà ma del quale è evidente l’inettitudine e, dato ancora più grave, l’incapacità di imparare dall’esperienza. Ciò che oggi resta è una Città soffocata dalla ‘Ndrangheta, un’economia asfittica e al limite del collasso incapace di intercettare investimenti privati, di attirare imprenditori provenienti da altre aree del Paese. E ciò a fronte di una platea infinita di giovani disoccupati che non riesce a intravedere un futuro dignitoso, ai quarantenni (e ne conosco molti) ancora alla ricerca di un lavoro stabile e decorso, che permetta loro di costruirsi una famiglia, di mettere al mondo figli cui garantire un’esistenza decente”.

“Perdura il silenzioso ritorno da parte dei nostri giovani all’emigrazione verso il nord del Paese e, non di rado, alla volta di altre realtà europee. E se a partire non è sempre chi è più disperato ma, spesso, chi ha più coraggio e orgoglio, questa Città si sa lentamente privando delle menti e delle energie migliori. E ne pagherà inevitabilmente il prezzo… Questo ballottaggio ha colpito duramente la voglia di cambiamento e di futuro che pure si continua a percepire. Eppure la prima tornata elettorale ha visto la presenza di liste che alla riscoperta dell’orgoglio di essere reggini, al desiderio di riappropriarsi della cosa pubblica, sottraendola all’inettitudine, al malaffare e alle mafie. Purtroppo, l’elettorato non ha saputo comprenderle e premiarle”.

“Interessante la candidatura di Klaus Davi, un massmediologo innamorato della nostra terra, che della lotta alla ‘Ndrangheta ha fatto, rischiando in prima persona, la propria bandiera. Strano che debba essere uno svizzero a ricordarci la bellezza della nostra terra, la grandezza del suo passato millenario, il suo bisogno di legalità… Ma a Davi, che si condivida o meno il suo progetto politico, non può che andare la riconoscenza di ogni reggino di buonsenso. Ma (mi si consenta almeno il conforto della speranza) abbiamo davvero definitivamente perso?”

“Nazim Hikmet definì Don Chisciotte “il Cavaliere invincibile degli assetati”, intendendo per “assetati” coloro che, pur trovandosi dalla parte “sbagliata” della Storia, pur continuando a urlare in modo apparentemente vano il loro desiderio di giustizia ed equità, non si arrendono di fronte ai fallimenti e non sono mai davvero vinti perché non accettano di esserlo e, seppure cadono, continuano a rialzarsi e non smettono di lottare. Forse non tutto è davvero perduto. Da oggi, comunque, nessun reggino ha più titolo a indignarsi per alla pessima qualità dei servizi comunali, di fronte ai cumuli di rifiuti maleodoranti che, particolarmente nelle periferie, invadono le aree pubbliche. Nessuno ha più titolo a imprecare in ragione dello stato miserando del manto stradale che ricopre le vie di questa Città. Il bisogno di un’aria nuova è ora soffocato dal puzzo che promana dai mastelli dell’umido che fermenta o dalle grate di una rete fognaria inadeguata: accettiamo tutto ciò con la rassegnazione di chi è causa del suo danno e ricordiamo le parole, caustiche ma oggi ancora più illuminanti e vere, del poeta reggino Nicola Giunta:

“Paisi d’erba i ventu’ e non di pianti:

(omissis)

Si ‘nc’esti ‘nu cartellu aundi rici:

“Sti ‘ggenti tra di iddi su’ nnimici!”

Nimici i cui? Oh, frabbica di storti!

Sunnu sulu nimici da so’ sorti!

Nimici d’iddi stessi pi ppuntiggiu,

e i cchiù fissa dû mundu sunnu a Rriggiu!”