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Reggio Calabria, lettera a Falcomatà del Comitato San Gregorio: “nel quartiere non si è registrato alcun progresso urbanistico ed economico ma si è addirittura subito un regresso”

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Reggio Calabria, lettera a Falcomatà del Comitato San Gregorio: “in questo primo ventennio degli anni 2000, non soltanto nel quartiere non si è registrato alcun progresso urbanistico ed economico, ma si è addirittura subito un indubbio regresso”

Di seguito il testo integrale della lettera al sindaco di Reggio Calabria del Comitato per la salvaguardia del territorio e la tutela della salute dei cittadini di San Gregorio:

“Signor Sindaco della Città metropolitana, Signor Presidente di Regione,
nel ringraziarvi per la cura che avete riservato al quartiere di San Gregorio, proponiamo di estendere il calendario del cartellone cinematografico con cui sono state allietate le serate estive del quartiere, sulla litoranea che rappresenta la degna prosecuzione della Via Marina e del Parco lineare Sud. I turisti, infatti, continueranno senz’altro a frequentare le nostre splendide spia, grazie agli ottimi collegamenti aerei e ferroviari e, soprattutto, grazie al richiamo del museo di archeologia industriale dell’Arenella e dei percorsi naturalistici ed enogastronomici sul bergamotto… Noi cittadini di San Gregorio vorremmo parlare di questi temi. Invece, in questo primo ventennio degli anni 2000, non soltanto nel quartiere non si è registrato alcun progresso urbanistico ed economico, ma si è addirittura subìto un indubbio regresso. Così, siamo costretti a scrivere non per richiedere un servizio ricreativo o il rinnovo di un inesistente parco giochi pubblico ovvero la manutenzione di un altrettanto inesistente marciapiede. No! Siamo costretti a richiedere che vengano rimosse le discariche abusive presenti a ogni angolo e incendiate ogni sera. Siamo costretti a richiedere di potere aprire liberamente le imposte delle nostre abitazioni, di poter percorrere qualche metro senza rischiare di inciampare in rifiuti di ogni genere.

Siamo costretti a richiedere di poter respirare un’aria salubre anziché i veleni sprigionati dai quotidiani roghi di rifiuti. Se avessero immaginato di dover respirare ogni sera questi fumi tossici, molti di noi si sarebbero aggiunti ai già tanti che dal quartiere e dalla città sono andati via, magari trasferendosi in città in cui si respira aria inquinata, sì, ma per la presenza di fabbriche e attività produttive.
Chi tra noi si ostina a indossare i guantini per ripulire almeno il tratto di strada nei pressi della propria abitazione, ingaggia ogni giorno una lotta impari ed è sconfitto in partenza. Così come si parte sconfitti ingaggiando una lotta contro i barbari che causano questo disastro.
Non ci dilunghiamo oltre. La situazione di cui parliamo dovrebbe essere ben nota. E sono le Istituzioni preposte a dover individuare e praticare soluzioni. Noi siamo cittadini da sempre impegnati nel sociale e così contribuiamo alla concreta applicazione del principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale. Come si sa, tuttavia, tale principio prevede da parte dei cittadini, singoli e associati, un’azione di supporto alla pubblica amministrazione, non certo un’impossibile azione sostitutiva. Abbiamo di recente deciso di costituire questo Comitato per la salvaguardia del territorio e la tutela del diritto alla salute dei cittadini, per provare a dare forza alle azioni individuali, attraverso un più efficace agire in forma associata, anche attraverso il raccordo con altre formazioni sociali. Chiunque voglia aderire e partecipare può farlo!

Nell’immediatezza, intendiamo presentare alle Autorità preposte un esposto sull’emergenza rifiuti che attanaglia il quartiere, dopo aver avuto notizia della recente archiviazione di una precedente segnalazione firmata da circa 180 cittadini. Sottoponiamo, inoltre, all’attenzione degli Enti territoriali competenti, la proposta schematica di misure a breve, medio e lungo termine per affrontare e risolvere l’increscioso problema, consapevoli che ogni punto vada ben studiato e sviluppato, prima di essere adottato e attuato. Certi che sia superfluo corredare questo comunicato stampa di fotografie o filmati che attestino l’ormai noto stato di totale degrado e abbandono in cui versa l’intero quartiere, con particolare riferimento al torrente Valanidi, all’area mercatale di Mortara e alle uscite autostradali, non possiamo che affidarci alle Istituzioni preposte e a quelle sovraordinate. Con l’intendimento di non recedere fino alla risoluzione del problema. E con la speranza che siano i nostri figli e i nostri nipoti a potere un giorno vivere in un quartiere dignitosamente normale, nel quale la salvaguardia del territorio e il diritto costituzionale alla salute vengano garantiti attraverso la costante, pacifica erogazione dei servizi pubblici essenziali”.