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Metroferrovia Messina: “Non potrà mai esistere un servizio di trasporto pubblico integrato se non ci sarà un biglietto unico”

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Metroferrovia Messina: “Il nodo cruciale resta quello finanziario. Perché dev’essere un biglietto sostenibile in cui Regione e Trenitalia devono investire, non in minima parte ma in maniera considerevole”

Si accoglie, con soddisfazione, ma allo stesso tempo con cauto ottimismo la notizia che l’Assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Avv. Marco Falcone ha convocato per il prossimo 29 ottobre l’incontro tra Regione, Amministrazione Comunale, Atm e Trenitalia per riaprire la discussione sul biglietto integrato del trasporto ferro/ gommato di Messina”. Così Davide Siracusano, presidente della seconda municipalità di Messina, in una nota rivolta all’Amministrazione cittadina.

Con soddisfazione, perché l’Assessore regionale ha mantenuto l’impegno preso a Messina lo scorso 5 ottobre, il cauto ottimismo è rappresentato dal lungo tempo trascorso aspettando che la Metroferrovia di Messina possa diventare una realtà dinamica, allettante e ragionevole. Ma purtroppo fino ad oggi ha rappresentato un’infrastruttura dalle ineguagliabili potenzialità, incastonata nell’elenco delle occasioni sprecate.

Si auspica, che lo scopo dell’incontro sarà il biglietto integrato, causa principale e motivo per cui, il servizio non è mai decollato, in quanto la mancanza di un biglietto unico, regolato da una tariffa “popolare” ha fatto sì, di far fallire la possibilità di viaggiare insieme con treno, bus e tram.
Come evidenziato più volte ed in tutte le sedi non potrà mai esistere un servizio di trasporto pubblico integrato se non ci sarà un biglietto unico. Ed è palese che in un prossimo futuro, la nostra città non potrà continuare a basare il suo sistema di mobilità non tenendo in considerazione la Metroferrovia.

In più di una occasione l’assessore Falcone ha promesso che Messina avrebbe avuto già entro il prossimo mese di novembre il suo biglietto integrato, ma deve essere economicamente ancora più conveniente di come già sperimentato a Palermo. Il nodo cruciale resta quello finanziario. Perché dev’essere un biglietto sostenibile in cui Regione e Trenitalia devono investire, non in minima parte ma in maniera considerevole.
Nei mesi scorsi l’Ars ha votato un ordine del giorno, che impegnava il governo regionale a utilizzare delle risorse già individuate, disponibili ed erano solo da impiegare per coprire il biglietto unico. Risorse economiche provenienti dalle penali che le Ferrovie devono pagare proprio alla Regione Sicilia, evidenziando il Contratto di Servizio 2017-2026, sottoscritto il 9 aprile 2018, relativo al trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale, con particolare attenzione ai commi 5 e 9 dell’articolo 14 e ai commi 2 e 3 dell’articolo 15.

Da allora però è trascorso altro tempo, aggiungendosi al decennio passato senza che sia cambiato nulla, si spera che l’incontro del 29 Ottobre p.v. potrà essere l’occasione per iniziare a definire un vero rilancio della metroferrovia riavviando un veloce e snello dialogo, anche se, quando si parla della metroferrovia di Messina, la cautela non è mai abbastanza. Perché negli anni le promesse, gli impegni, le buone intenzioni si sono sprecate, scontrandosi sempre con i fatti che hanno portato l’opera e il servizio ad essere quella di oggi, appunto non considerata da nessuno.

Nonostante 40 milioni di euro spesi, per la realizzazione dell’opera, la soluzione è risaputa da tutti, serve un biglietto economicamente vantaggioso e un numero di corse che renderebbe il servizio una vera metropolitana fuori terra, raggiungendo il centro città e viceversa dal vastissimo e popoloso comprensorio della zona centro sud della città, con stazioni e fermate da migliorare sotto l’aspetto viabile e logistico per essere facilmente raggiungibili dall’utenza, con fermate degli autobus provenienti dai villaggi collinari e parcheggi auto proprio a ridosso delle stazioni.

Ad oggi, si evidenzia come il servizio della metrofferovia nella tratta Messina Giampilieri risulta scarsamente utilizzato dall’utenza, fondamentalmente per due motivi, il primo per l’onerosità del prezzo del biglietto, che potrebbe essere eliminata attribuendo al sistema tariffario della metroferrovia di Messina maggiori agevolazioni tariffarie rispetto a quelle di Palermo e secondariamente perché non integrato da un sistema di raccordo con il servizio di mobilità urbana erogato dall’Azienda Trasporti di Messina (ATM) che, giustamente risulta sovrapposto nel percorso per dare la possibilità alle migliaia di cittadini messinesi di raggiungere il centro città e viceversa con un prezzo ragionevole.

Per quanto sopra, è auspicabile e di vitale importanza la realizzazione di un piano di intermodalità, così come avviene regolarmente in quasi tutte le città metropolitane italiane, da permettere la realizzazione di un efficiente sistema di mobilità urbana, e contestualmente di razionalizzare la spesa pubblica nel settore.

L’esempio per quanto riguarda le due stazioni territorialmente competenti e come richiesto dallo scrivente con la nota del 05 ottobre scorso, è l’inserimento a sistema delle stazioni della Metroferrovia di Contesse e Gazzi, la prima che potrebbe essere raggiunta creando l’ingresso pedonale lato ovest dal villaggio Unrra nell’area dismessa di Rfi, con la creazione di un ampio parcheggio nella stessa area lato sud (lato torrente San Filippo), abbandonando definitivamente il vecchio sottopasso di Via Contesse, mentre lo spostamento del capolinea del tram più a valle o in alternativa una navetta che farebbe da spola con il capolinea tram/atm Gazzi per la seconda. Si verrebbe a creare un sistema di interscambio da utilizzare naturalmente con il biglietto integrato”.

Quello che si chiede – conclude Siracusano – è ben chiaro e scritto nel contratto di servizio e considerato che la mobilità rappresenta uno dei settori di maggiore importanza in relazione al tema della vivibilità e della sostenibilità ambientale delle aree urbane, la Città di Messina non può più aspettare, e si chiede a gran voce una migliore e snella organizzazione, affinché il contratto di servizio non sia considerato un libro dei sogni, ma sia rispettato per la concreta attuazione di quanto previsto dallo stesso, in primis ripristinando le 28 corse e contestualmente una reale collaborazione tra le parti interessate dal TPL, attuando con i fatti e non a parole il servizio integrato urbano Ferro-Gomma della città di Messina”.