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“Messina Ora”: “Strada per cimitero Castanea in pessime condizioni, nessuna manutenzione da anni, fanno tutto i cittadini”

Messina. Cimitero di Castanea: “Cittadini si recheranno nel cimitero lo faranno passando in quella che, al momento, è una vera e propria giungla”

Con estremo rammarico devo farmi portavoce di una serie di lamentele arrivate da vari residenti dei villaggi collinari della zona nord. Con l’arrivo di una delle ricorrenze più care ai nostri concittadini, quella della commemorazione dei defunti, il cimitero di Castanea, punto di riferimento di tutti i villaggi presenti, sarà visitato da tantissime persone che vorranno salutare i propri cari”. Così Francesco Pagano, del gruppo Ora Messina.

Premetto, e lo faccio con convinzione, che l’invito in un momento così delicato dal punto di vista della salute pubblica è quello di non creare assembramenti ed evitare, quando possibile, affollamenti.

Detto questo, però, sono consapevole che tantissimi cittadini si recheranno nel cimitero e – posso testimoniare in prima persona – lo faranno passando in quella che, al momento, è una vera e propria giungla. Da due anni, infatti, non viene effettuata la scerbatura sulle corsie della strada, tanto da rendere la carreggiata ancora più stretta di quanto non sia già. Gli unici interventi, negli ultimi due anni, sono riconducibili a quelli effettuati da privati cittadini. Forse, gli stessi – mi si permetta la parentesi – che vorrebbero votare un famoso referendum. Non un caso, però, che zone che denunciano un certo isolamento, poi, debbano intervenire in prima persona senza l’aiuto comunale.

Dove non possono intervenire, poi, è sulle condizioni delle strade: asfalto saltato, buche e pochissima manutenzione ordinaria, figurarsi la straordinaria. Una strada che si vorrebbe trasformare in senso unico, al momento è difficoltoso passarci anche solo a piedi. Nei giorni scorsi – in una riunione di commissione – ho chiesto gli interventi necessari, sperando arrivassero in tempo per il giorno della commemorazione dei defunti. Una speranza, ma in generale mi sento in dovere di denunciare la condizione di una parte di città, spesso, dimenticata”.