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Mafia: Pg Caltanissetta Sava, ‘Rianalizzare i reperti ritrovati sui luoghi delle stragi del ’92’ (2)

(Adnkronos) – “Dopo 28 anni siamo nella fase in cui è indispensabile tirare le fila di tutto quello che abbiamo fatto in questi anni – aggiunge il Procuratore generale di Caltanissetta – In questo momento storico tutto quello che abbiamo, negli archivi delle diverse procure, sulle stragi, messo insieme dalle Procure di Palermo, Firenze, Caltanissetta, Reggio Calabria, va riletto in chiave unitaria. Le sentenze dei processi sulle stragi di Capaci e di via d’Amelio, in primo grado, e le condanne in secondo grado, hanno dato indicazioni ben precise in questo senso”. In altre parole, il ‘Metodo Falcone’, voluto alla fine degli anni Ottanta dal magistrato ucciso da Cosa nostra e sulla cui morte Lia Sava vuole fare piena luce.
La Direzione nazionale antimafia “sta facendo un lavoro pregevole e faticoso – dice Lia Sava – ma questo lavoro potrebbe essere ancora più fruttuoso se potesse basarsi davvero su tutto il materiale investigativo, – anche molto risalente: penso, ad esempio, agli atti del rapporto mafia-appalti – accompagnato dalla costituzione di un gruppo di lavoro che vada a guardare negli archivi e chiuda il cerchio di tante vicende: rileggere oggi ciò che si è fatto oltre due decenni fa potrebbe davvero illuminare e magari fornire delle piste investigative risolutive”.
“Dopo le stragi- ricorda il Procuratore generale – venne costituito il famoso ‘Gruppo Falcone e Borsellino che avviò le indagini, adesso dopo 28 anni vanno messi insieme tutti i frammenti e i tasselli: è un lavoro che la Dna sta facendo in maniera straordinaria ma occorre implementare il materiale a disposizione per questa analisi. Le banche dati Sidda-Sidna non sono sufficienti perché non contengono tutto l’esistente che c’è negli archivi delle diverse Dda che si sono occupate delle stragi. La linea da seguire è questa, ma il materiale da analizzare deve essere incrementato”.