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Liverpool, retroscena Cristiano Ronaldo: CR7 fu vicinissimo, ma i dirigenti finirono per strozzarsi

Foto Getty / Alex Livesey

Cristiano Ronaldo fu vicinissimo al Liverpool nel 2003: i ‘Reds’ ad un passo dal portoghese, ma il Manchester United poi fu più deciso

In una recente intervista rilasciata a ‘The Athletic’, Phil Thompson, leggenda del Liverpool, ha raccontato un particolare retroscena riguardante la possibilità di acquistare Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, nel 2003, fu vinicissimo ai ‘Reds’, ma poi il Manchester United piazzò l’affondo decisivo.

Thompson racconta così i dettagli della trattativa: “tutti quanti ne parlavano un gran bene. Tony Henry, l’ex centrocampista del City, lavorava per l’agente Paul Stretford, a cui Jorge Mendes aveva dato il compito di creare un po’ di interesse per Ronaldo in Inghilterra. Non vedevano l’ora di farlo andare via dallo Sporting e mi hanno invitato per vedere una partita. Mi hanno detto che il prezzo era di 4 milioni, ma che potevamo pagarlo in quattro anni. E quando gli ho chiesto dello stipendio, mi hanno detto che avrebbe chiesto 1 milione netto di sterline all’anno. Parecchi soldi per un diciottenne, ma era negoziabile. Era domenica, quindi gli ho spiegato che dovevo tornare a Liverpool e parlare con Gerard Houllier e vedere cosa potevamo fare. Ho dato tutte le informazioni a Gerard, che mi ha detto che avrebbe parlato con il dirigente Rick Parry. E che succede? La settimana dopo sono a Melwood e compare lo scroll delle notizie di Sky con su scritto: ‘Il Manchester United acquista Cristiano Ronaldo dallo Sporting per 12,2 milioni di sterline’. Non ci potevo credere, io e Houllier per poco non ci strozziamo con quello che stavamo mangiando. Gerard mi ha chiesto di telefonare e capire cosa fosse successo. Tony mi ha detto che che il lunedì ha avuto una telefonata che gli diceva che non se ne faceva più nulla e che prendevano tutto in mano Stretford e Mendes. È assurdo che la cifra fosse triplicata in poco tempo. Era evidentemente un talento, ma nessuno poteva davvero sapere quanto sarebbe diventato grande“.