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Lazzaro, incendio Area Comunia: l’assemblea dei Cittadini sollecita i risultati del monitoraggio ambientale

Lazzaro, incendio Area Comunia. L’assemblea dei Cittadini: “fiduciosi, ma ormai stanchi di attendere, auspichiamo in una rapida risposta agli interrogativi posti”

“Non cessa la preoccupazione dei cittadini di Lazzaro che, dopo 90 giorni, non solo continuano a sopportare i cattivi odori che provengono dai cumuli di materiale combusto presenti nella zona dell’impianto di compostaggio, non più funzionante, ubicato nell’area di Comunia (dove accanto è sita l’ex discarica di Comunia, interessata dal medesimo incendio, con focolai attivi almeno fino alla fine di settembre) ma, ad oggi, non si conoscono ancora i dati analitici della campagna ambientale affidata, dall’amministrazione comunale , dopo quasi 2 mesi dall’ incendio, ad una società privata”. E’ quanto scrive in una nota l’assemblea di cittadini. “Si ritiene impossibile che, dopo tanto tempo, l’impresa incaricata non abbia ancora fornito all’Ente le risultanze delle indagini ambientali eseguite, il silenzio e la poca informazione che pervade questa annosa vicenda, evidenziano alcuni legittimi e seri dubbi: I risultati delle analisi sono state consegnate? Se così non fosse la società incaricata è stata sollecitata? È in programma, nei limiti delle norme anti covid, di rappresentare pubblicamente tali dati, ai cittadini seriamente preoccupati per la loro salute, con un vero e proprio “rapporto ambientale alla città”? Sono stati valutati i costi per il conferimento del materiale combusto? Si ha contezza se ancora in questi giorni nell’area siano ancora presenti focolai diffusi? È stata valutata la possibilità di inertizzare il materiale ancora presente e di trattarlo con apposite schiume per raffreddarlo e consentire così il successivo conferimento a discarica? Fiduciosi, ma ormai stanchi di attendere, auspichiamo in una rapida risposta agli interrogativi posti, in caso contario saremo costretti ad azioni più eclatanti a nostra tutela, per far si che il nostro diritto alla salute non venga ulteriormente calpestato e mortificato dalla poca trasparenza e superficialità con cui è stata gestita una simile situazione che di certo non ha le caratteristiche dell’ordinarietà“, conclude la nota.