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La ricerca della felicità

In questi giorni che infuria la bufera avevo pensato di non intervenire nella questione Calabria-Muccino, soprattutto per rispetto di Jole Santelli, che non c’è più. Ma la tentazione di dire la mia è troppo forte per stare zitta, anche se avrei preferito discuterne direttamente e sempre con educazione. Con il mio Governatore, mio nel senso che l’ho votata e sostenuta in tutte le sue scelte, anche e soprattutto quando ha cercato con tutte le proprie forze di assumere provvedimenti a tutela e in difesa del territorio, tenendo testa con coraggio e determinazione ad un Governo che si è messo spesso di traverso senza alcuna logica. Può essere, mi chiedo, dunque, sommessamente, che il Presidente Santelli si sia indignata per il video indecente pro Calabria proposto e diffuso da Klaus Davi e abbia frettolosamente incaricato Muccino per fare l’Opera Prima? Nulla di personale da parte mia nei confronti di questo regista autore di molti film di successo. Insuperabile, per quanto mi riguarda “La ricerca della felicità”. Un film che guardo e riguardo sempre con lo stesso coinvolgimento. Forse Jole Santelli, il cui amore verso la Calabria è fuori discussione, memore di Will Smith, uno dei miei attori preferiti, cercava in Muccino aiuto per trovare la felicità della sua e nostra terra calabra. Forse. Non lo sapremo mai. Certo però che il lavoro calabrese di Muccino è inguardabile, e io ho tutto il diritto di esprimere il mio parere come quando guardo un film, che sia opera di Muccino o di qualsiasi altro regista. Nel corto manca la Calabria, c’ è il video di una coppia, sullo sfondo di immagini scadenti di paesaggi striminziti che sembrano fotomontaggi, con un Raoul Bova irriconoscibile. Muccino peggio non poteva fare. Ci sono video amatoriali di grande bellezza che rendono giustizia alla Calabria e alle sue meraviglie e ci sono registi calabresi che avrebbero fatto benissimo celebrando l’anima del luoghi di territori come luoghi dell’anima.