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Giro d’Italia 2020 – Nibali analizza gli avversari: “non c’è solo Fuglsang, altri due da tenere d’occhio. E attenzione al meteo”

Vincenzo Nibali fa il punto sul Giro d’Italia 2020 fra classifica, incognita Meteo, Covid e analisi sui principali avversari da tenere d’occhio

Primo giorno di riposo per il Giro d’Italia 2020, con i ciclisti che finalmente possono godersi una giornata di relax per ricaricare le pile e fare il punto della situazione sulla loro attuale condizione. Vincenzo Nibali ha deciso di dedicarsi ad una diretta social nella quale ha risposto a domande e curiosità relative al suo attuale momento al Giro d’Italia 2020, corsa che lo vede grande favorito per il successo finale.

Vincenzo Nibali

Foto Getty /Bryn Lennon

Nibali si è inizialmente concentrato sulle possibilità che le cattive condizioni meteo cambino la morfologia delle ultime tappe e lo costringano a cambiare approccio. Quello attuale è un Giro molto tattico, ma lo ‘Squalo’ si trova in buona posizione: “l’incognita meteo è un problema che non riguarda solo me ma tutti i corridori. Credo che l’organizzazione abbia programmato dei piani B e forse anche C in caso di neve o maltempo. Un po’ di preoccupazione c’è. Cambiare approccio tattico a causa dell’incertezza? Non è semplice. Io sono più adatto a salite più lunghe, in mancanza di queste cambierà l’approccio al Giro, non solo mio ma di tutti quanti, per essere più aggressivi nelle tappe che precedono le salite o in assenza di esse In questo momento abbiamo fatto tappe anche un po’ ‘nervose’, ma non ci sono mai state salite molto lunghe se non sull’Etna. Il Giro è stato fin qui abbastanza tattico, c’è stato poco spazio per gli spunti, il Giro va valutato giorno dopo giorno, magari si può sbloccare questa situazione di tatticismo che c’è nel gruppo. Anche perché non c’è una squadra che riesce a controllare una tappa o l’intero Giro. Guardando la classifica la mia posizione in gruppo è giusta rispetto alle previsioni iniziali. Abbiamo fatto solo un arrivo importante, l’Etna, l’altra tappa è stata ieri, ma c’è stato un andamento più irregolare: la prima ora fortissimo, nella fase centrale la corsa si è addormentata, prima della salita di Roccaraso abbiamo provato ad alzare il ritmo ma nessuno è venuto ad aiutarci. Se è il Giro più strano della mia carriera? In questo momento della stagione sicuramente, stranissimo”.

Inevitabile un commento sulla situazione Coronavirus che ha estromesso dalla Corsa Rosa un grande favorito come Simon Yates: “la positività al Covid di Yates mi ha colpito, ma c’è da dire che attualmente il Covid sembra meno virulento rispetto all’inizio della sua esplosione ad inizio anno. Siamo tutti sull’attenti, cerchiamo di mantenere la distanza, purtroppo, anche con il pubblico. È tutto più complicato fra mascherine, gel, cerchiamo di restare nella bolla. La positività di Yates è stata molto strana, così come quella di Ciccone che ha vissuto un momento difficile: adesso che è rientrato al Giro d’Italia è indietro con la condizione, spero che Yates possa tornare al più presto come ha fatto Ciccone”.

Vincenzo Nibali

Foto Getty /Bryn Lennon

Per concludere una valutazione sugli avversari e un retroscena sui secondi persi ieri a causa della mantellina: “non è giusto concentrarsi solo su Fuglsang, ma anche su Kelderman e Kruijswijk che, anche se ieri ha perso qualche secondo, può crescere di condizione nell’ultima settimana. Bisogna concentrarsi sui principali rivali. Chi ho visto più in forma sui miei avversari? Kelderman è stato quello che è andato più forte in questo momento, lo ha dimostrato con quell’azione sull’Etna guadagnando una trentina di secondi. Ieri su uno strappo così secco nel finale si è presentato pronto. In seconda battuta direi Jakob Fuglsang. Almeida pericoloso fino a Milano? Sta correndo bene, è giovane, si sta conservando molto e forse neanche lui sa dove può arrivare. Noi tutti lo conosciamo pochissimo. Non so dove potrà arrivare, ma è un giovane del quale sentiremo parlare in futuro. I secondi che ho perso ieri? Ho perso qualcosa nello strappo finale. Nel paese, circa a – 9km, mi sono tolto la mantellina ed è stato uno sbaglio. Il freddo si è fatto sentire in discesa, gli altri hanno tolto la mantellina nei 3 km finali. È anche vero che la salita non era adatta alle mie caratteristiche”.