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Coronavirus Sicilia: “Musumeci non vaneggi. Per mandare ragazzi a scuola, serve apposita ordinanza che consenta ai dirigenti scolastici la giusta serenità”

Coronavirus Sicilia. M5S all’Ars: “Musumeci crea confusione sulla didattica in presenza. Serve adeguamento a linea nazionale”

Musumeci con la sua frettolosa ordinanza ha chiuso le scuole superiori per tutti, non considerando la delicatezza di togliere preziose ore di scuola in presenza ai nostri ragazzi diversamente abili”. A dichiararlo le deputate regionali del Movimento 5 Stelle Stefania Campo e Valentina Zafarana a proposito della necessità ravvisata da queste ultime relativa al ripristino delle attività scolastiche, anche laboratoriali, in presenza per gli studenti diversamente abili e le loro classi.

La circolare dell’assessore Lagalla e della Protezione Civile regionale – proseguono le pentastellate – non chiariscono, anzi confondono le acque e non danno serenità ai dirigenti scolastici di poter attivare la didattica in presenza per questi studenti e le loro classi. Il presidente emetta un’ordinanza apposita che risolva questo ennesimo inconveniente a danno delle fasce di studenti che meritano più attenzione”.

I dirigenti scolastici – proseguono – potrebbero attivare nell’ambito dell’ultimo dpcm del governo Conte del 24 ottobre dei percorsi di istruzione in presenza anche per le classi con soggetti disabili, offrendo opportunità a questi alunni che oggi sembrano invisibili alla politica, ma la precedente ordinanza del presidente della Regione del 23 ottobre complica le cose e lascia la responsabilità ai dirigenti scolastici. Nel tentativo di mettere una pezza, l’assessore Lagalla ha diramato una circolare che prova a chiarire, ma di fatto lascia allo sbaraglio i dirigenti scolastici. Serve dare ai dirigenti la serenità per operare nell’ambito del 25% del DPCM nazionale anche per rispondere ai bisogni educativi di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali”.

Le famiglie di questi studenti – concludono Campo e Zafarana – chiedono a gran voce di non essere abbandonate dalle istituzioni. Musumeci quindi non vaneggi di leggi e leggine. Non serve una legge per mandare i ragazzi a scuola, serve un’apposita ordinanza che consenta ai dirigenti scolastici la giusta serenità per la scelta e la programmazione della didattica in presenza nella quota prevista dal DPCM del 24 ottobre”.