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Coronavirus Messina, De Luca a parlamentari Pd: “Rappresentanti del partito del 27, lacchè dei nominati”

Cateno de luca

Coronavirus Messina. Il sindaco De Luca risponde alle critiche dei parlamentari del Pd: “Dovrebbero ringraziare i sindaci in trincea, ma li denunciano pure perchè devono continuare a rubare i nostri destini senza essere disturbati”

Questi anonimi onorevoli del Partito Democratico, blasonati rappresentanti del ‘partito del 27′, perche’ lo stipendio per loro arriva sempre e comunque a prescindere dal Covid, non solo dovrebbero ringraziare i sindaci che in trincea fanno di tutto per evitare quelle comprensibili sommosse contro i palazzi del potere, ma li denunciano pure perche’ devono continuare a rubare i nostri destini senza essere disturbati”. Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca, rispondendo ai parlamentari del Pd, Carmelo Miceli, Emanuele Fiano e Dario Parrini.

Non ho mai avuto paura delle intimidazioni ed ho sempre rilanciato al cospetto dei personaggi in cerca d’autore, ignoti al popolo perche’ fanno parte dei lacche’ dei nominati e non di quei degni rappresentanti delle istituzioni eletti dal popolo italiano – prosegue De Luca –. A differenza di questi sconosciuti senza ne’ arte ne’ parte, nei mesi di marzo e aprile non ho esitato a chiedere il massimo rigore. Oggi continuo in prima linea per pretendere che chi rispetta le estemporanee imposizioni del Governo nazionale e regionale non venga costretto a morire di fame”.

Altro che istigazione alla disobbedienza – conclude il sindaco di Messina –. Invito questi personaggi a invocare gli aiuti economici che erano stati promessi, sia dal Governo Nazionale che quello Musumeci. Almeno passeranno alla storia per avere fatto qualcosa di utile piuttosto che per aver solo riscaldato la dorata sedia su cui siedono“.