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Coronavirus, medico Lazio: “Asintomatico non è malato, puntare a immunità di gregge. Ho paura che la Serie A venga interrotta”

Ivo Pulcini

Le parole di Ivo Pulcini, medico dello sport e responsabile del settore sanitario della Lazio, in merito al Coronavirus e al campionato di Serie A

“Il mio timore è che, se verranno applicate tutte le norme alla lettera, il campionato verrà interrotto. Come medico, ma anche come cittadino, mi pongo delle domande: in generale in Italia possono essere introdotte nuove restrizioni, persino un nuovo lockdown, ma il coronavirus così non viene debellato. Rimane in circolo. Non c’è una soluzione all’orizzonte, se non un vaccino”. Sono le parole di Ivo Pulcini, medico dello sport e responsabile del settore sanitario della Lazio, in un’intervista rilasciata al quotidiano online Tpi.it.

“La mia opinione al riguardo è che vada ripristinata la centralità del medico: chi fa la diagnosi, in Italia, non è un tampone che tra l’altro non è infallibile, ma un medico. Intanto, non ho mai sentito parlare di prevenzione: l’alimentazione e alcuni comportamenti corretti rafforzano il sistema immunitario. Ma soprattutto, la gestione dei positivi può essere diversa. Un positivo asintomatico è contagioso, ormai lo sappiamo. Ma chi è asintomatico può essere definito malato? Per me no, perché non ha sintomi né disturbi. E’ il medico che stabilisce se un positivo è malato o no. I sintomatici vanno isolati, curati a casa se possibile oppure in ospedale. Ma quanta gente circola liberamente senza sapere di essere positiva, perché senza sintomi? Se, stando vicini, io asintomatico procuro una sintomatologia in un’altra persona, quella viene curata e la vita prosegue. Se contagio una persona che non sviluppa sintomi, invece, in fondo stiamo entrambi bene. Perché confinarci in quarantena? Mi risponderanno che lo si fa per non contagiare le persone fragili. Ma quelle, se infettate, svilupperanno sintomi e verranno curate, perché il virus non è letale come a marzo e ora conosciamo anche la terapia più adatta.

Sicuramente l’immunità di gregge è una soluzione al coronavirus. Certo, ovviamente con prudenza, utilizzando le mascherine e rispettando tutti i provvedimenti di governo e Cts. Però serve una soluzione alternativa ai lockdown. Bisogna sfruttare il momento: il virus oggi è meno aggressivo e anche le temperature di questo periodo aiutano. Se poi la situazione ricoveri e terapie intensive diventasse insostenibile, allora si imporrebbe un lockdown. Io del Cts mi fido ciecamente, ma un Governo dovrebbe anche avvalersi di altri pareri e poi decidere. Bisogna restituire alla medicina la sua centralità”.