fbpx

Coronavirus, Luigi Crespi: “i negazionisti per me sono delle teste di cazzo”

Irina Shatilova

Coronavirus, Luigi Crespi: “i negazionisti per me sono delle teste di cazzo. Sono dei personaggi che hanno avuto un disturbo del comportamento per il fatto che sono stati rinchiusi in casa con persone che non sopportano e ora negano la realtà”

Luigi Crespi, pubblicitario, spin doctor e autore cinematografico, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sull’emergenza coronavirus. “Tutte le paure dell’essere umano hanno convissuto nella nostra mente per molto tempo e continuano ad avere effetti ancora oggi –ha affermato Crespi-. Vivere con la paura di morire, di rimanere isolati, di diventare poveri fa sì che i problemi esistenti si esasperino, tutto diventa amplificato. Noi adesso non possiamo fare sport, parlare con gli altri, tutto ciò che ci fa stare con gli altri è problematico e mette a rischio le nostre vite. Mio nonno era partigiano e diceva che per la libertà aveva messo in gioco la vita, noi invece stiamo rinunciando volontariamente alla nostra libertà per salvarci la vita. Ecco perché gli atteggiamenti impositivi sono negativi. Noi dobbiamo capire che la mascherina non è lo strumento di una persecuzione sanitaria, è lo strumento che ci permette di portare avanti la nostra socialità. Io non voglio morire di paura, preferirei non morire, ma accetto di più la mascherina e il rischio di beccare il virus piuttosto che rimanere in casa per paura. Ci sono migliaia di persone che rimangono in casa per paura, tutto questo crea una grandissima sofferenza e sta cambiando il nostro cervello. Questa è una guerra, noi dobbiamo essere consapevoli che dopo ogni conflitto mondiale deve necessariamente aprirsi un momento di serenità e di rinascita. Dopo gli anni 40 della guerra ci sono stati i bellissimi anni 50, noi sappiamo che questa guerra finirà con l’arrivo del vaccino, il vaccino non è lontano e dobbiamo prepararci alla rinascita, io questo passaggio non lo sento ancora”.

Sui negazionisti. “Sta per uscire il mio nuovo film “A viso aperto” che è dedicato proprio all’emergenza covid negli ospedali della Lombardia, quindi i negazionisti per me sono delle teste di cazzo. Sono dei personaggi che hanno avuto un disturbo del comportamento per il fatto che sono stati rinchiusi in casa con persone che non sopportano e hanno sviluppato un disturbo mentale. Solo chi non ha toccato con mano la sofferenza delle persone può negare la realtà. C’è sicuramente un’esasperazione dei media, ma è anche vero che negare il virus e sfidare in modo ideologico la realtà mi sembra stupido. Gli intellettuali devono svegliarsi, la gente è pervasa dalla paura ed è necessario che intellettuali e scrittori comincino a capire, a dare una mano in questa situazione, perché anche questa è la loro funzione”.