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Coronavirus: Gori (Policlinico Milano), ‘più restrizioni, 80% contagi in casa’

Milano, 24 ott. (Adnkronos) – “Le misure prese finora vanno necessariamente incrementate. La situazione del momento non è tanto la curva dei contagi ieri o oggi, ma parliamo di numeri riconducibili a 15 giorni fa. Il che significa che tra 15 giorni vedremo i reali contagi odierni. Se già adesso con molta difficoltà gli ospedali riescono a gestire con efficienza l’emergenza, mi pongo molte domande su cosa accadrà tra due settimane. Questa è matematica, i casi potrebbero triplicare e così la pressione sugli ospedali”. E’ quanto afferma Andrea Gori, infettivologo del Policlinico di Milano, in un’intervista a La Repubblica.
“Gli interventi da prendere non spettano ai medici, non siamo opinionisti. Le raccomandazioni generali sono sempre quelle. Evitando di andare nei luoghi affollati, ovvio, anche se il contagio adesso avviene soprattutto all’interno delle famiglie, parliamo dell’80 per cento dei casi. Nel luogo più intimo, dove ti abbassi la mascherina, ti prendi il covid. La gente non si infetta più in ufficio perché le persone sono attente e così anche le aziende: è l’ambiente familiare quello che non è più protetto”, spiega su un’ipotetica zona rossa a Milano. “Serve un surplus di attenzione. I giovani che hanno più contatti sociali e che sono quasi sempre asintomatici si sono contagiati, e questo ha messo in crisi il sistema visto che non li identifichi facilmente. Solo che i genitori e i nonni che se lo prendono non sono sempre asintomatici e l’infezione per loro diventa più grave”.
Se a marzo o aprile “eravamo i primi dopo la Cina a fronteggiare il virus. Il mondo ci ha copiato. Adesso il covid sta colpendo le metropoli: è dove c’è più affollamento, più relazioni, più disagio sociale. Altre città europee si sono ritrovate prima di noi con l’impennata. Stavolta tocca a noi andare a vedere come si sono mosse, cosa ha funzionato e copiarle”, conclude Andrea Gori.