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Coronavirus, De Falco: “Dpcm atto solitario che isola Conte e lo indebolisce”

Irina Shatilova

Coronavirus, De Falco: “Dpcm atto solitario che isola Conte e lo indebolisce. Il premier mano a mano viene consumato dall’uso e forse dall’abuso di questi strumenti che gravano solo su di lui”

Gregorio De Falco, senatore del Gruppo Misto, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

 Riguardo all’uso dei dpcm. “Il dpcm è uno strumento letteralmente solitario, differentemente da quello che è previsto dalla Costituzione ed è opportuno per trovare coesione anche all’interno del governo stesso, ovvero il decreto legge –ha affermato De Falco-. La Costituzione non prevede una sospensione dei normali processi amministrativi, se non in tempo di guerra. Questa, sotto il profilo giuridico costituzionale, non può essere assimilata ad una guerra. Queste scelte inoltre indeboliscono il governo. Il premier non può agire da solo all’interno del governo, altrimenti diventa debole ed ondivaga la sua posizione. Il premier eviti questi strumenti perché, al di là del grave pregiudizio che portano alla prassi, lo indeboliscono. Essendo lui coordinatore del governo, all’interno del cdm deve risolvere questioni. Ed è all’interno del cdm che deve uscire un provvedimento, valutato immediatamente dal Quirinale, comunicato alle Camere e poi esaminato dalle Camere. Il dpcm invece è un atto amministrativo che isola il premier ed è grave per lui, perché la sua posizione a questo punto diventa sempre più suscettibile di essere messo in discussione. Il premier mano a mano viene consumato dall’uso e forse dall’abuso di questi strumenti che gravano solo su di lui. Occorre uno sforzo di unità tra le istituzioni, il premier deve fare coesione, innanzitutto all’interno del suo esecutivo. Nel momento in cui il cdm diventa un’occasione di imboscata, con il verbale, il notaio, diventa impossibile. Il Paese in questo momento non può permettersi di non avere una guida, il governo Conte deve restare in sella, questo è chiarissimo anche alle opposizioni”.

Sul ritorno alle elezioni. “C’è un problema anche tecnico che si è creato con la riforma costituzionale. Adesso andare alle elezioni non sarebbe tanto facile. Bisognerebbe innanzitutto ridisegnare i collegi, e poi rimettere mano a quelle modifiche che non sono state fatte. Andare ad elezioni in questo momento è possibile, ma la vedo molto molto difficile. Chi ha votato sì al referendum ha blindato la legislatura fino al 2023. Ho letto di un governo Conte ter, non glielo auguro perché lo vedo stanco”.