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Coronavirus, 4 morti nella casa di riposo di Sambuca di Sicilia: disposto il trasferimento in Ospedale di tutti gli anziani

Coronavirus, gli ultimi aggiornamenti dalla casa di riposo di Sambuca di Sicilia

L’Asp di Agrigento ha disposto il trasferimento degli ospiti della casa di riposo di Sambuca di Sicilia dove è scoppiato un focolaio con 44 persone positive al Coronavirus (30 anziani e 14 operatori) e 4 vittime. I primi 11 ricoverati, le cui condizioni sono più serie, saranno trasferiti nella notte in ospedale; altri 8 nella mattinata di domenica. Sambuca, dichiarata zona rossa dal presidente della Regione, dalle 14 di oggi è presidiata dalle forze dell’ordine che controllano le vie d’accesso al paese. A sollecitare l’evacuazione immediata della struttura era stato nel pomeriggio il sindaco Leo Ciaccio, con un appello rivolto al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.

Coronavirus, la direttrice della casa di riposo di Sambuca di Sicilia: “siamo allo stremo, aiutateci”

Abbiamo bisogno di aiuto. Il personale presente nella struttura è ormai allo stremo delle forze“. A lanciare l’appello, attraverso l’Adnkronos, era stata ieri pomeriggio Ninni Vaccaro, direttrice amministrativa della casa di riposo ‘Collegio di Maria’, in piazza Collegio a Sambuca di Sicilia, il centro dell’Agrigentino dichiarato zona rossa dal governatore siciliano, Nello Musumeci, dopo il focolaio di Covid-19 scoperto proprio nella comunità che ospita gli anziani, dove il virus ha mietuto già quattro vittime. Ben 14 operatori della casa di riposo sono risultati positivi, così come il presidente e 34 anziani. Tutti da domenica scorsa sono isolati nella struttura da cui nessuno entra ed esce.  “Servono al più presto medici, infermieri, personale Osa e Oss – dice Vaccaro -. Chiunque può ci aiuti“. Una richiesta rivolta al governatore Nello Musumeci, all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ma anche alla Croce rossa e al mondo delle associazioni. “Il personale non ce la fa più. Da giorni tutti lavorano senza tregua, si aiutano a vicenda e si sostengono, ma adesso sono stanchi e sotto pressione“, dice ancora Vaccaro, sottolineando che lo scoppio del focolaio all’interno della struttura resta un mistero. “Non possiamo capire come sia successo – dice -. Nei mesi scorsi abbiamo blindato i nostri ospiti e chiuso la struttura, poi quando il virus sembrava aver attenuato la sua corsa abbiamo aperto la struttura consentendo la visita di un solo familiare per pochi minuti e con tutte le cautele del caso. Non abbiamo niente da recriminarci, ma adesso l’importante è garantire la massima assistenza ai nostri ospiti“. Oltre al personale servono beni di prima necessità. “Fate presto“, conclude la direttrice.