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Confronto Minicuci-Falcomatà, scintille tra i due sfidanti a 3 giorni dal ballottaggio: che frecciate all’uscente su inaugurazioni elettorali, rifiuti e Pazzano, ma se funzionasse il 5G avremmo sentito meglio…

Ballottaggio a Reggio Calabria, il confronto tra gli sfidanti Falcomatà e Minicuci: i due candidati sindaco si sono rivolti alla cittadinanza e hanno fatto chiarezza sui propri programmi

Si è tenuto stamattina l’atteso faccia a faccia tra Giuseppe Falcomatà e Antonino Minicuci. I due candidati al ballottaggio di domenica 4 e lunedì 5 ottobre per la poltrona di Sindaco di Reggio Calabria sono stati ospiti della redazione di Gazzetta del Sud e hanno risposto alle domande dei giornalisti Piero Gaeta e Giuseppe Lo Re. E’ stato un confronto molto acceso, con i due sfidanti che non si sono tirati indietro dall’affrontare argomenti molto importanti per la città di Reggio Calabria su cui hanno spesso dimostrato di avere opinioni molto contrastanti. Di seguito i passaggi salienti del dibattito tenutosi a pochi giorni dal secondo turno di elezioni:

FalcomatàIn questi anni abbiamo attraversato l’inferno a piedi scalzi, trovando un Comune sciolto per mafia, l’abbiamo rimesso in carreggiata, riappianando i debiti. Tocca proseguire in questo percorso.

Minicuci: Ho sentito solo chiacchiere in questa campagna elettorale, sono andato a vedere le periferie e sono un completo disastro. Ogni anno è sempre peggio, non solo sul discorso rifiuti. E non lo dico io, l’hanno detto tutti gli altri 8 candidati. Oltre al sistema idrico, le strade sono messe malissimo. Non bastano annunci, servono fatti. Falcomatà con la Città Metropolitana poteva avere accesso ai fondi comunitari diretti, ma non ha fatto una struttura ad hoc, non ha lavorato con professionalità che potessero accedere ai fondi comunitari. Questo però non lo dice. Noi sappiamo come procedere, date fiducia a chi si è impegnato con la città con un grande patto. Noi cambieremo la prospettiva, non parleremo, faremo le cose in silenzio.

Qualcosa di cui si rimproverarsi?

Minicuci: Ho fatto il massimo, sono andato in giro a parlare con la gente. Ho stilato i punti perché sono quelle le emergenze più gravi della città. Volevo rendermi conto di qual era la situazione, penso sia davvero drammatica.

Falcomatà: Dopo due mesi in cui il confronto è mancato, finalmente siamo uno di fronte all’altro, credo sia questo il sale della democrazia. Ci sono tanti problemi, le risorse comunitarie non ti consentono di risolvere tutti i problemi. Questi sono debiti che noi abbiamo a causa delle gestioni precedenti. Grazie al Governo si è finalmente chiusa quella stagione politica ed ora se ne apre una nuova stagione, i cittadini avranno tributi comunali più bassi. Diga del Menta? Menomale che è stata aperta, altrimenti i rubinetti sarebbero rimasti a secco. Una parte della città, soprattutto la zona sud, infatti sino ad inizio estate non prendeva l’acqua della Diga del Menta. 

Manutenzione e Decreto Reggio, sei anni fa promise di migliorare le strade. Perché Falcomatà non ci è riuscito?

Falcomatà: In realtà abbiamo rifatto 400 km di strade cittadine. Da quando ci siamo insediati abbiamo amministrato con l’idea del buon fare. La priorità era sbloccare il Decreto Reggio perché erano stati stornati dei soldi, parliamo di oltre 60 milioni di euro. Fondi che sono stati sbloccati solamente nel 2017. Annuncio che domani apriremo la luce della scale del Water Front (questo scatena la reazione di Minicuci, ndr), sarà il fulcro attrattivo per tutta la città, inoltre abbiamo aperto il Parco Lineare Sud…

Minicuci: Non esiste, tu domani non attiverai niente. Nel periodo elettorale non si possono inaugurare opere o dare onereficenze, il sindaco è stato scorretto dal punto di vista deontologico e delle norme. Ci sono già state segnalazioni al Prefetto e se avrai le sanzioni te le terrai. Nel grande patto che ho messo per Reggio, prometto che risolverò tutti quei punti che ho selezionato in 180 giorni. Ho scritto le priorità del mio programma, perché credo serva concretezza e chiarezza con i cittadini, sono tutti obiettivi raggiungibili nel breve tempo. Il problema di Falcomatà è che non sa collaborare con gli enti.

Sul discorso rifiuti…

Minicuci: Falcomatà dice che la colpa è della Santelli. Ma una nota del 3 ottobre 2019, scritta dall’amministrazione Oliverio (Minicuci l’ha letta in diretta) si afferma chiaramente di aver incalzato Falcomatà diverse volte. Gli impianti di smaltimento che erano in campo all’Ato di Falcomatà non sono stati realizzati e lo stesso Oliverio – non io, ma Oliverio – parla di disattenzione nei confronti di una problematica che richiede invece costanza. E’ Oliverio che dice che Falcomatà non ha gestito bene la situazione dei rifiuti. Noi dal 6 ottobre provvederemo all’attivazione della discarica privata di Crotone per un mese, il tempo che vada in funzione quella di Melicuccà. Poi inseriremo dei cassonetti intelligenti con smart card per combattere l’evasione, che è il vero problema, e faremo un controllo combinato con le utenze della luce e dell’acqua per beccare i furbetti e risolvere la problematica.

Falcomatà: Le parole di Minicuci confermano il boicottaggio nei miei confronti. La discarica di Crotone era aperta, è stata chiusa fino a metà luglio e poi è stata chiusa nuovamente a dieci giorni dal primo turno di votazioni. I cittadini di Reggio Calabria hanno visto un loro diritto negato. Alla fine di ottobre la discarica di Melicuccà sarà pronta e a disposizione dei cittadini. Non possiamo essere dipendenti dalla Regione, anche sul discorso delle strade. E poi già esiste un’isola ecologica a Condera e ne esiste un’altra nella zona Sud.

Falcomatà, perché non è andato a battere i pugni per le deleghe della città Metropolitana?

Falcomatà: lo abbiamo fatto. Nel 2017 abbiamo scritto la proposta di legge per le deleghe, ma questo è un problema di tutte le Città Metropolitane perché le Regioni non vogliono perdere i loro poteri. E’ mortificante ascoltare la Presidente Santelli che dice a Minicuci ‘prima vinci, poi ti saranno date le deleghe’. Le chiediamo di correggersi.

Minicuci: La Città Metropolitana al momento ha soltanto debiti. La Regione può dire come agire su settori come turismo, agricoltura, mercato del lavoro e aiutare per accedere ai finanziamenti europei. Per quanto riguarda le risorse economiche, il presidente Raffa aveva fatto una diffida alla Regione perché diminuiva le somme riservate alla Provincia, e questo non si può fare. Agirò in tal senso anche io, se questo dovesse avverarsi. L’impegno di cui la Santelli parla, amichevolmente, era stato assunto nel periodo di campagna elettorale prima delle Regionali.

Sugli apparentamenti in vista del ballottaggio…

pazzanoFalcomatà: E’ importante che la città chieda chiarezza sulla prossima compagine di giunta. A me però non piace fare nomi, perché siamo tutti impegnati con questa campagna elettorale. Seguiremo coerenza, valori e sul coinvolgimento su tutte le energie a disposizione della città. Pazzano? Non abbiamo offerto poltrone a nessuno, la prima cosa è l’amore della città. Il candidato sindaco e la sua lista La Strada hanno dimostrato maturità politica, le nostre idee di città sono molto simili.

Minicuci: Ma se Pazzano ha detto che l’amministrazione di Falcomatà è un disastro, ha detto così testualmente, e ha detto che Falcomatà ha agito neanche con trasparenza. Ha svolto la sua campagna elettorale su una profonda opposizione rispetto all’uscente, ha preso i voti si chi era contro Falcomatà.

Minicuci, lei è leghista?

Minicuci: E’ stato detto pure che io sono straniero… Hanno fatto speculazioni facendo la campagna su questa cosa. In realtà alle votazioni la Lega preso il 4%, non ha quindi un grande gradimento in città e quindi forse avrà al massimo due consiglieri rappresentanti. In ogni caso i candidati di quella lista non mi sembra siano di Bolzano…

E’ un vero peccato che nel dibattito odierno non abbia trovato spazio il tema della tecnologia 5G, dopo che il sindaco uscente Falcomatà pochi mesi fa ha bloccato l’installazione delle antenne: a prescindere dalle varie posizioni politiche sulle varie criticità cittadine, il confronto odierno ha dimostrato che quello della connettività è un tema di enorme importanza e che rappresenta un’altra emergenza per Reggio Calabria che, persino nel suo centro storico – dove ha sede la Gazzetta del Sud – non è fornita di una rete adeguata a ciò che nel 2020 è la normalità per gran parte del pianeta. Probabilmente, se la rete 5G fosse già attiva, i cittadini avrebbero potuto seguire tutto il confronto senza blocchi, interruzioni e disconnessioni. Oltre a migliorare la connettività, e quindi la produttività, di tutta la città e recuperare quel digital divide che ci vede relegati in fondo alle classifiche di efficienza tecnologica in Italia e in Europa.