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Compleanno Maradona, il giornalista reggino Emilio Buttaro: “60 anni di vita esagerata”

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Compleanno Maradona, il pensiero del giornalista reggino Emilio Buttaro nel giorno dei 60 anni del “Pibe de Oro”

Quest’oggi è il compleanno di Diego Armando Maradona. Colui che da tanti viene definito il giocatore più forte di tutti i tempi, icona dell’Argentina e del Napoli anni ’80, compie 60 anni. Il giornalista Emilio Buttaro ha avuto l’onore di conoscerlo. Ecco il suo pensiero. Sfoglia in alto la FOTOGALLERY con alcune immagini iconiche della carriera del campione.

Che storia è quella di Maradona?
“E’ una storia straordinaria di riscatto, la storia di chi nasce in povertà e arriva a fare cose incredibili sempre con un atteggiamento di sfida ma sempre protagonista nel bene e nel male”.

Cosa ha rappresentato Diego per Napoli e per il calcio italiano?
“Con la città del Vesuvio si è creato un legame indissolubile che rimane ancora oggi forte più che mai. A Napoli riuscì a vincere 2 scudetti umiliando squadre come il Milan, la Juventus, la Roma. Insomma ha saputo ribaltare i poteri calcistici in Italia e nel mondo regalando felicità ed emozioni pure”.

Quando hai avuto modo di conoscerlo e di intervistarlo?
Da giornalista negli anni ’80 ho seguito alcune sue partite ed insieme ad altri colleghi siamo riusciti ad avvicinarlo. Ma l’intervista più bella è stata nel 2005 a Cesenatico in occasione di un evento benefico dove lui era il protagonista assoluto. L’ho visto giocare e palleggiare a pochi metri di distanza e devo dire che è stata un’esperienza incredibile. Poi l’intervista e la cena nel locale gestito dal figlio di Zaccheroni. Ha parlato con la solita schiettezza ed autenticità”.

Perché tanti alti e bassi nella sua vita?
“Come spiega chi lo ha seguito a lungo, probabilmente non è sempre stato circondato dalle persone giuste. Diciamo che ha vissuto i suoi 60 anni in maniera intensa, esagerata tra lampi di classe e debolezze umane”.

Meglio Maradona o Pelé?
“E’ un confronto difficile. Io, come milioni di sportivi adoro sia l’uno che l’altro. Se si guardano i numeri Pelé ha giocato e segnato molto di più e poi è l’unico ad aver vinto tre Mondiali. Diego però è stato un vero genio, un talento decisivo capace di far trionfare squadre che senza di lui difficilmente avrebbero vinto qualcosa. Pelé sapeva usare entrambi i piedi ed era bravo anche di testa mentre a Maradona è bastata la magia del suo sinistro per diventare un fenomeno assoluto”.