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Camini da sabato scorso ospita “L’Arciere”, scultura bronzea di Nelson Carrilho

Camini da sabato scorso ospita “L’Arciere”, scultura bronzea di Nelson Carrilho e prima opera d’arte pubblica in Italia del maggior esponente in Europa della diaspora nera

Il Comune di Camini da sabato scorso ospita “L’Arciere”, scultura bronzea di Nelson Carrilho e prima opera d’arte pubblica in Italia del maggior esponente in Europa della diaspora nera. L’evento è parte di un progetto incentrato sul cinquantenario dalla scoperta dei Bronzi di Riace, ideato da Chiara Scolastica Mosciatti, il quale coinvolgerà altri luoghi simbolo del reggino. “Siamo felici di essere partner dell’iniziativa, di cui condividiamo il messaggio di inclusione e filoxenia, oltre ovviamente alla validità artistica e lo spessore culturale – spiega il presidente Francesco Ventura – Nell’ultimo quinquennio abbiamo orientato il nostro operato rimarcando la prospettiva di contribuire alla costruzione di un’identità metropolitana attraverso azioni di coesione culturale. Esempio ne è il Convegno “Franco Mosino”, la cui edizione di quest’anno si svolgerà nel borgo di Sant’Alessio in Aspromonte”. L’associazione “Famiglia Ventura” di Reggio Calabria ha donato per l’occasione un fondo di duecento volumi al Comune di Camini per rafforzarne l’offerta bibliotecaria. Nel quadro del progetto “I Viaggiatori – Nelson Carrilho in Calabria”, l’Associazione si è parimenti impegnata in favore del Comune di San Ferdinando, dando continuità al proprio impegno di promozione della lettura, portato avanti da quasi un decennio e di cui hanno beneficiato già diverse realtà nel reggino, come Motta San Giovanni, Scilla e San Roberto, Roghudi e Sant’Eufemia d’Aspromonte. “Dal maestro Carrilho abbiamo ricevuto in comodato per due anni la miniatura dei “Carriers from Afar”, scultura già installata ad Amsterdam, la cui nuova versione è stata proposta in Calabria. Essa è l’unica tra le quattro esposte alla Mediateca di Riace ad essere scampata al furto perpetuatosi la notte tra il 30 settembre ed il primo ottobre dell’anno scorso. Ciò dà all’opera un particolare significato di resilienza ed è per ciò che intendiamo acquisirla nella nostra collezione, compiendo così un simbolico gesto riparatore”.