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Calabria, ASEP chiede alla Regione contributi per parrucche oncologiche e dermopigmentazione: “donne che fanno politica possono capire esigenze vitali di chi combatte con il cancro e vede cancellata la propria identità dalla perdita di capelli e sopracciglia”

Calabria, la nota della Presidente ASEP riguardo i contributi per parrucche oncologiche e dermopigmentazione

“Come  presidente di ASEP associazione sociale dì estetica professionale, vorrei  denunciare l’inefficacia e l’indifferenza delle istituzioni calabresi , riguardo una tematica posta in essere qualche anno fa dalla mia associazione, riguardo  i contributi regionali per le parrucche oncologiche le quali rientrano tra le spese sanitarie detraibili  per Il 19% ai sensi dell’articolo 15 comma 1. Lett.c
Con risoluzione 9E del 16 febbraio 2010,
le spese per la parrucca e la protesi capillare rientra tra quelle sanitarie detraibili. Se utilizzate in seguito a cure chemioterapiche viene considerata dispositivo medico in quanto accessorio atto a ridurre un disagio fisico e strumento di supporto in una condizione di grave disagio psicologico. Oltre alle detrazioni alcune regioni, circa 12 danno dei contributi, la Calabria non fa ancora parte di questa sfera.
Un’altra tematica importante come la parrucca la riveste la perdita delle sopracciglia, nel giro di un mese è possibile perderle completamente o vederle più rade.
La soluzione migliore sarebbe di farsi dermopigmentare una leggera sfumatura sotto l’arcata naturale prima della caduta, in maniera tale da non restare sguarnite, senza connotati. Quando ricresceranno i peli sì disporranno a forma originale. Tutto ciò va effettuato prima dell’inizio delle cure, prima che il sistema immunitario sia compromesso, da un dermopigmentista medicale esperto. ASEP chiede alla politica regionale calabrese , in special modo alle donne che fanno politica,   contributi regionali, sia per le parrucche oncologiche che per la dermopigmentazione.
Molte donne non hanno i mezzi economici per poter effettuare alcuna spesa ,mettendo da parte l’orgoglio e la dignità. Ciò non rappresenta un esaltazione dell’immagine femminile frivola, ma un esigenza vitale per fare accrescere l’autostima, e combattere un mostro che cerca di cancellare l’identità, di Chi si trova ad affrontare una malattia così subdola, quale il Cancro”. Lo afferma in una nota Maria Idone Presidente ASEP (Villa San Giovanni).