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Esistono i grandi uomini e i grandi calciatori. E poi c’è Simone Corazza. Grazie di tutto, Joker…

corazza Reggina Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Ad un anno di distanza dal suo arrivo, Simone Corazza lascia la Reggina. In una stagione, una sola, Joker è stato in grado di entrare nel cuore dei reggini

Esistono i grandi uomini, i grandi calciatori e poi “i grandi” e basta. Una frase fatta, si potrebbe dire. La si sente pronunciare spesso dagli addetti ai lavori nella scelta di un calciatore in fase di mercato o nell’undici da schierare prima di una partita. E, quando lo si fa con troppa facilità, rischia di diventare scontata.

Per il popolo reggino, quest’anno, si farebbe soltanto errore a pensare ciò. Se la Reggina ha raggiunto la Serie B dopo 6 anni lo deve, oltre che a grandi calciatori (nel contesto ovviamente della categoria), anche a grandi uomini.

Uno di questi fa di nome Simone e di cognome Corazza. E’ arrivato in riva allo Stretto la scorsa estate. Senza luci dei riflettori, in silenzio. Motivo? Voleva fare parlare i fatti. Veniva da annate con un buon numero di gol, ma anche di infortuni. Non era il classico nome in attacco che – come il suo futuro compagno di reparto avrebbe fatto di lì a qualche settimana – infiammava la piazza. Ma lui c’ha messo poco, veramente poco, a farsi amare dal popolo amaranto. Come? Grande attaccamento, impegno, serietà e… gol. Tanti gol. Segna a Empoli in Coppa Italia, si guadagna il rigore contro il Vicenza appena entrato e poi, in campionato, si scatena. La media di un gol a partita. La Reggina gioca, vince e lui segna. Sempre.

Con il numero 18 ha segnato Simone Corazza!”, è la frase che ormai lo speaker del Granillo aveva imparato a memoria. I tifosi lo sapevano. 22 calciatori scendevano in campo, 11 da una parte e 11 dall’altra, e poi segnava Simone Corazza. E la sua esultanza si trasformava. Dal cuore per la figlia (che poi resta fino all’ultima partita) al famoso segno che lo contraddistingue: Joker. E così diventa Joker Corazza.

Sembrano passati secoli. In realtà è passato solo un anno. Anzi, anche meno. Tutto questo fino a marzo. In meno di un anno, Corazza è riuscito ad entrare nel cuore dei reggini. E non è facile. Al tifoso amaranto basta poco per esaltarsi, ma ha anche bisogno di sentire attaccamento, voglia e impegno più di ogni altra qualità tecnica o gol. E lui c’è riuscito. Simone Corazza c’è riuscito. E’ riuscito ad entrare nella ristretta cerchia dei “più grandi” (uomini e calciatori), dei migliori. Lunerti? Artico? Amoruso? Sì, e ora anche Corazza. Perché esistono grandi uomini, esistono grandi calciatori e poi esiste Simone Corazza… Grazie di tutto, Joker…