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Messina, a settembre nuova edizione de “La Via Dei Tesori”: 12 i siti da visitare tra inediti e grandi ritorni [FOTO]

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Messina. Dal 12 settembre riparte “La Via Dei Tesori” a Messina. È la quarta volta che la città ospita la manifestazione che l’anno scorso ha prodotto introiti per oltre 165 mila euro

La Via Dei Tesori, il Festival che “racconta” l’Isola e che l’anno scorso ha superato a Messina gli 11 mila visitatori, torna in città, per la quarta volta, a partire da sabato 12 settembre.
Con un programma che raccoglie 12 siti, alcuni inediti e altri graditi ritorni, dove si entrerà sabato e domenica, preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid.

La Vie dei Tesori, nato nel 2006 in seno all’Università di Palermo, oggi coinvolge 15 città in tutta la Sicilia con oltre duecento partner pubblici e privati: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Da Roma, inoltre, è appena arrivata, per il quinto anno consecutivo, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica. La scorsa edizione, cui hanno lavorato circa 600 giovani, ha contato in tutto 404 mila visite, con un indice di gradimento del 91 per cento. Di cinque milioni e mezzo, invece, l’indotto calcolato per il territorio siciliano, con una ricaduta sulla sola Messina di 165.403 euro (dati Otie, Osservatorio sul turismo delle Isole europee).

Quest’anno Le Vie dei Tesori durerà nove settimane, divise essenzialmente in due tronconi: il primo si apre sabato prossimo (12 settembre) e durerà tre fine settimana, fino al 27 settembre: con Messina, in contemporanea apriranno le porte Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, visitabili con coupon validi nelle tre città. Ritornerà per la quarta volta anche Caltanissetta, debutterà la nobile Bagheria, farà il bis Sambuca, e, soltanto nell’ultimo weekend (26-27 settembre), riecco anche il borgo di Naro. Dal 3 ottobre, la seconda tranche: toccherà alla sontuosa Catania scolpita nella lava, all’elegante Ragusa e alle (diversamente) barocche Scicli e Noto; ritornerà Sciacca e debutterà Monreale che partirà addirittura dal 10 ottobre, dopo l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre.

Per quanto riguarda la tappa messinese sarà soprattutto lo sguardo attorno alla città, la vera matrice del festival di quest’anno. Dopo quattro edizioni passate ad esplorare Messina, stavolta si partirà per i suoi immediati dintorni, dove ci sono luoghi bellissimi e inaspettati. Come il villaggio fantasma di Massa San Nicola, abbarbicato sulle colline, un paese irreale posto sotto il vincolo della Soprintendenza; o il villaggio medievale di Mili San Pietro, nascosto sui Peloritani, con l’abbazia basiliana di Santa Maria di Mili, la più antica chiesa normanna di Sicilia. Bisognerà inoltre farsi raccontare la leggenda del quadro di San Giovanni scampato al naufragio, se si visita la chiesa a lui dedicata a Castanea delle Furie. Se poi si arriva a Giampilieri, si troveranno sì le tracce dell’alluvione di oltre dieci anni fa, ma anche una comunità combattiva che si aggrappa alla sua Matrice di San Nicolò, alla miracolosa tela del Barbalonga.
Zafferia invece, fa storia a sé perché è un villaggio accarezzato dal soffio divino: quando il Sabato di Pasqua coincide con il 25 marzo, festività dell’Annunciazione, il borgo messinese gode del privilegio dell’Anno Santo simile al Giubileo di Roma. Il prossimo sarà celebrato nel 2062.

Tornando in città, ecco la chiesa di San Giovanni Battista, cuore religioso di Larderia dove vi mostreranno due enigmatici anagrammi aritmetici, che rimandano a un esercizio filologico diffuso tra gli intellettuali delle classi nobiliari e borghesi. Amatissimi restano sia Forte San Salvatore da dove la vista abbraccia la costa della Sicilia e quella della Calabria: è sempre stato il sito più amato e visitato, soprattutto dai messinesi; come anche il complesso benedettino di San Placido Calonerò con gli ambienti ipogeici, nel sottosuolo e la piccola Cuba nel giardino; da ritrovare la Santissima Annunziata dei Catalani, che riesce a raccontare la genesi urbana della città prima del terremoto; o i ruderi del monastero di Santa Maria di Gesù Superiore, oggetto di contesa tra gli storici perché, secondo alcuni, ospiterebbe la tomba di Antonello da Messina.

Infine due ville, gettonatissime nelle scorse edizioni: Villa Cianciafara dove si ritrovano i nobili arredi di un tempo e lo stile del fotografo Filippo Cianciafara, cugino di Giuseppe Tomasi e di Lucio Piccolo; e Villa Stefania, anche se i messinesi la conoscono come Villa Alfè, dalle iniziali dei pronipoti di Stefania Filiberto, la nobildonna alla quale il marito Federico Roberto fece dedicare la dimora.

Le Passeggiate

Verranno organizzate inoltre quattro passeggiate che indagheranno la vera storia di Messina. Dalla città medievale con la gotica chiesa di San Francesco all’Immacolata, la normanna San Tommaso il Vecchio, e la Cattedrale fondata nel 1197; all’antica Via del Dromo che collegava Messina e Catania, tra resti di fabbriche di essenze di agrumi e gelsomino, chiese, palazzi signorili. E ancora, si andrà alla scoperta della Messina eclettica di inizio Novecento, innamorata del Liberty oppure ci si perderà sulle orme dei Crociati che partivano (o ritornavano) dalla Terrasanta.