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Inchiesta fondi Lega, arrestati tre commercialisti del Carroccio: indagine su una fiduciaria panamense in Svizzera

Sono nove gli indagati dalla procura di Milano a seguito della rogatoria sulla società sui cui conti sarebbero transitati parte degli 800 mila euro pagati per l’immobile della lombardia film commission

Una parte degli 800mila euro, incassati dalla vendita gonfiata dell’immobile per la Lombardia Film Commission, dall’Italia alla Svizzera è transitata sui conti di una fiduciaria panamense basata in territorio elvetico. È questo uno dei punti che le indagini della Procura e della Gdf di Milano, che appena due giorni fa hanno portato agli arresti domiciliari tre commercialisti vicini alla Lega, vogliono chiarire in relazione alla “destinazione finale” di parte della provvista (quasi 300mila euro pare) creata con la presunta operazione immobiliare illecita. Nella rogatoria in Svizzera avviata in questi giorni dai magistrati per seguire i flussi del denaro sono venuti fuori in totale nove indagati per peculato. Indagato anche l’imprenditore Francesco Barachetti.

Dalle migliaia di pagine di atti depositati nell’inchiesta emergono a galla tantissime operazioni e movimentazioni finanziarie, soprattutto da parte di Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, i due contabili del Carroccio, “persone tanto infiltrate nelle istituzioni”, scrivono i pm, e capaci di raggiungere “subito i piani altissimi della politica a Roma”. Nell’indagine partita dal caso Lombardia Film Commission i filoni da approfondire, tra cui quello su presunti ‘fondi neri’ raccolti dai professionisti per il partito, affiorano dalle informative del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf e dalle testimonianze rese all’aggiunto Eugenio Fusco e al pm Stefano Civardi. “Sono operazioni prive di valide ragioni economiche che, aldilà degli importi, non mi è capitato di vedere in tutta la mia carriera. E ho lavorato in banca quasi trent’anni”, ha raccontato Marco Ghilardi, ex direttore della filiale Ubi di Seriate (Bergamo) dove erano aperti conti di società riconducibili a Manzoni e Di Rubba, quest’ultimo “piazzato dal partito”, per i pm, “a presiedere uno dei tanti enti del sottobosco della pubblica amministrazione”, la LFC.

Quando Scillieri parlava di retrocessione da impiegarsi per la campagna elettorale della Lega lo diceva ridendo, però sull’argomentoè tornato con me più di una volta, e anch’io ho fatto qualche battuta, anche se ho sempre pensato che le retrocessioni fossero per Di Rubba e Manzoni (…) Tuttavia mi suona strano che su vicende di questo genere chi era sopra di loro non ne sapesse nulla”. Lo ha spiegato in uno degli interrogatori Luca Sostegni, il presunto prestanome nel caso Lombardia Film Commission che sta collaborando. “Fu Manzoni – ha aggiunto – a chiedere a Scillieri di domiciliare presso il suo studio la sede del partito di Salvini”. Manzoni, uno dei tre commercialisti arrestati, “mi ha confidato che era diventato una persona importante nella Lega, assieme a Di Rubba e che erano amici di Centemero e Salvini”. Parole di un testimone chiave che potrebbero aiutare le indagini a far luce sulla vicenda.