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Elezioni Comunali Reggio Calabria, Ciro (Minicuci Sindaco): “restituire servizi e dignità alle realtà periferiche”

Elezioni Comunali Reggio Calabria, Ciro (Minicuci Sindaco): “restituire servizi e dignità a tutte quelle realtà periferiche che, molti ritengono marginali, ma noi riteniamo essenziali ed importanti tanto quanto il salotto buono”

“La Città, ed in questo caso la città di Reggio Calabria, è una, ma è espressione di molteplici bisogni, tanti quanti sono i suoi abitanti. Ricordiamo infatti che, grazie anche a quanto fatto dal De Nava nel suo sogno della “grande Reggio”, che il comune di Reggio Calabria vanta una superficie territoriale tra le più estese d’Italia (236 km2), con una frammentazione del tessuto urbano e una carenza di servizi che si concentra soprattutto nelle aree extraurbane e con caratteristiche morfologiche che rendono difficili i collegamenti tra aree interne e centro città, specie per quei quartieri, ex Comuni (Ortì, S. Venera per citarne solo 2) che non hanno nemmeno una conurbazione col territorio cittadino. Soprattutto dobbiamo considerare che vi è una diffusa carenza di servizi di base, non solo al centro, ma soprattutto nei quartieri periferici, che la norma classifica come “standard di quartiere”. E’ quanto scrive in una nota l’Ing. Vincenzo Ciro, candidato nella lista “Minicuci Sindaco”. “Partendo da queste premesse occorre chiedersi: Quali sono i reali bisogni dei cittadini, quale la nuova domanda di servizi e dotazioni urbane, atteso che il fabbisogno pregresso deve essere ancora soddisfatto? Come intercettare i “desiderata” delle nostre comunità e come rispondere alle istanze sociali delle periferie spesso dimenticate? I servizi di cui la città dovrebbe dotarsi, riorganizzando l’offerta, sono diversi e vanno calibrati in relazione alle caratteristiche dei numerosi insediamenti urbani diffusi in tutto il territorio. Negli anni non si è tenuto conto che la domanda sociale è cambiata (meno giovani e più anziani) e che vi sono realtà dimenticate (prima riconosciute ufficialmente nelle ex-circoscrizioni) e numerose frazioni costiere, collinari e pedemontane, da Gallico a Catona, da Arghillà, Archi ad Orti, San Sperato, Gallina, Ravagnese, Bocale, Pellaro, S. Venera ecc..) che esprimono esigenze diverse”.

“I pochi progetti pensati per la città, negli ultimi anni -aggiunge- non solo con questa ultima amministrazione, sono nati in maniera casuale, senza alcuna logica e privilegiando sempre e solo il centro della città: installazioni artistiche, ruote panoramiche, Lido comunale senza manutenzione ma aperto ugualmente, utilizzo di proprietà comunali per ipotetici spot turistici, riqualificazione del waterfront sul lungomare, già saturo di segni-simbolo dei vari sindaci che si sono avvicendati, che rendono il tutto quasi una cacofonia nella quale non si sa nemmeno dove guardare. Di contro ci ritroviamo intere periferie abbandonate a se stesse, come se vi fossero cittadini di serie A che hanno la fortuna di risiedere nelle aree chic della città e cittadini di serie B, C, D che vivono nelle aree “prive di pregio” a cui non vengono garantiti i servizi di base (raccolta rifiuti, igiene, approvvigionamento idrico, sicurezza urbana, illuminazione, trasporto pubblico, collegamenti e manutenzione delle strade, prestazioni socio-assistenziali etc..), aree che non sono nemmeno lontane dal centro, anzi che anche esse stesse sarebbero centro. Basti pensare una su tutte, a Ravagnese ed ai problemi col depuratore, in quella che dovrebbe essere una delle porte della città, per la presenza dell’aeroporto. Indubbiamente l’effetto facciata rende lustro alle amministrazioni ma di contro non favorisce gli investimenti sul territorio, un territorio come il nostro, che anche nelle periferie ha zone bellissime ed attività che porterebbero lustro a tutta la città. Un paragone potrebbe essere quello delle abitudini un po’ provinciali, di abbellire e impreziosire solo il salotto e la sala delle grandi case, in parte sovradimensionate rispetto al nucleo familiare, al solo fine di “far bella figura” con gli amici. Nella stessa casa poi ti ritrovi stanze abbandonate all’incuria, bagni degradati, facciate e scale non rifinite. Ma il salotto buono, quello è sempre perfetto, in ordine e pulito. Questo accade, purtroppo, nella nostra città. Occorre riconoscere dignità a tutte le realtà del nostro territorio, garantire -attraverso le municipalità delle quali una città metropolitana può dotarsi- un riferimento per i cittadini tutti. E’ questo che Falcomatà ed altri non sono riusciti a realizzare. Frutto specie in questi ultimi 6 anni, di mancata la progettualità e di tanta improvvisazione e rapporti di interesse con settori ben individuati che non pochi danni hanno creato al nostro tessuto sociale e urbanistico provocando cadute di stile che hanno portato agli strascichi giudiziari che hanno vissto coinvolti l’attuale sindaco e la sua giunta. Uno degli obiettivi della Mia e Nostra azione sarà quindi quello di restituire servizi e dignità a tutte quelle realtà periferiche che, molti ritengono marginali, ma noi riteniamoi essenziali ed importanti tanto quanto il “salotto buono”, conclude.