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Antimafia, centenario della nascita di Antonino Caponnetto: il ricordo di Adriana Musella

Ricorre oggi il centenario della nascita di Antonino Caponnetto: è stato un magistrato italiano noto soprattutto per aver guidato, dal 1984 al 1990, il Pool antimafia istituito da Rocco Chinnici nel 1980

“Nonno Nino avrebbe compiuto oggi 100 anni! Ne è passato di tempo.Lui non c’è più e I giorni della mia gioventù sono lontani”, inizia così la lettera di Adriana Musella. La donna ha ricordato così il magistrato siciliano:

“Avrei dovuto essere a Firenze, per ricordarlo insieme agli amici di sempre, Salvo Calleri, Ornella Rosolino, fedeli compagni della sua vita che con amore,lo hanno assistito fino alla fine dei suoi giorni.Per timore del  covid,ho evitato di spostarmi .E cosi,’ eccomi qui a scrivere di lui.

 Nino Caponnetto occupa un posto speciale nel mio cuore. Un grande privilegio essergli stata accanto.Insieme a lui posso dire di aver attraversato momenti di storia.Ricordo le riunioni a casa Di Rita Borsellino in via D’Amelio,la Rete d’Orlando,gli appuntamenti di Sariano  con don Giuliano Zatterin a parlare di democrazia, di giustizia e libertà.

Insieme a magistrati come  Gherardo Colombo, Pietro Grasso, Paolo Ielo ma anche semplici cittadini. discutendo della Costituzione e del Vangelo. Ricordo la nascita dell’Associazione Riferimenti nel 1993  ,quando scese apposta da Firenze per tenerla a battesimo.. E’ stato per me,padre e guida.

E’stato speranza quando ormai di sperare avevo smesso. E’ stato maestro ed esempio di resistenza.

E’ stato legittimazione quando mi ha permesso di fare sua la mia lotta fondando il primo coordinamento antimafia in Calabria E’stato amore nel ritrovare in lui ,l’affetto.di quel padre di cui ero stata brutalmente privata. Mi ha insegnato a credere ancora, a parlare ai giovani,ad avere fiducia nelle mie idee , e andare avanti con coraggio e determinazione in un periodo storico in cui si  negava anche l’esistenza della ‘ndrangheta e chi si esponeva veniva definito visionario.”Le battaglie in cui si crede,diceva,non saranno mai battaglie perse”.

Risento la sua voce flebile parlare ai giovani.Insieme abbiamo girato scuole in tutta Italia. Quando per un motivo o per l’altro gli veniva impedito di recarsi ai suoi appuntamenti con gli studenti,entrava in depressione.Per lui I giovani erano vita, profondamente convinto che soltanto loro, “partigiani di una nuova resistenza” avrebbero potuto costruire una storia diversa .E  citando Bob Dyland parlava  dei principi della nostra Costituzione che amava profondamente e strenuamente difendeva.

So che se oggi fosse stato ancora tra noi e con noi , non mi avrebbe lasciato sola e sarei stata certamente meno vulnerabile. Gli sarò eternamente grata”.

Adriana Musella