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“Le Vie dei Tesori” torna a Catania dal 3 ottobre al 1° Novembre

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Dal 3 ottobre al 1° novembre “Le Vie dei Tesori” torna a Catania per “Rinascere nella bellezza”

Chiese, palazzi nobiliari, bastioni, cupole, sepolcri, teatri antichi, ma anche giardini storici, parchi d’arte, borghi marinari e paesi arrampicati sull’Etna: tutti siti culturali attorno ai quali stringersi anche e soprattutto nei momenti di crisi. Luoghi di riconoscimento della comunità, di tenuta sociale, di educazione al patrimonio, di condivisione: Le Vie dei Tesori riparte da qui. Il festival che trasforma l’intera Sicilia in un unico “museo diffuso”, da sabato 3 ottobre a domenica 1 novembre, ritorna per il terzo anno consecutivo a CATANIA, scegliendo percorsi inediti, esperienze sensoriali, passeggiate d’autore, nella consapevolezza che in questo tempo incerto bisogna ancor di più celebrare questo rito sociale, senza bagni di folla e nel necessario rispetto delle misure anticovid. Oggi la presentazione al Teatro Antico di Catania, ospiti di Gioconda Lamagna, direttrice del parco archeologico, di cui fanno parte due luoghi del festival, le Terme dell’Indirizzo e le Terme della Rotonda, luoghi – dice – che raccontano una storia millenaria nelle viscere di Catania”. “Non potevamo non esserci – spiega l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Alberto Samonà – Le Vie dei Tesori quest’anno è la sfida della cultura, della nostra cultura: la gente ha invaso i luoghi in questa strana estate, vuol dire che ha bisogno di bellezza. Appena siamo potuti “uscire da casa”, la #culturariparte è stato il nostro primo progetto, e Le Vie dei Tesori con il claim “Rinascere nella bellezza” condividono la nostra visione”. Interviene l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina: “Le Vie dei Tesori sceglie un periodo in cui i turisti scemano, investendo sui luoghi e sui racconti. E questo ci piace molto A noi l’impegno di investire e aiutare il comparto del turismo che in certe zone denuncia addirittura un calo del 90 per cento”. A Catania il festival apre tanti luoghi, alcuni del Comune. “Ci sono siti che fanno da traino ad altri meno conosciuti – dice l’assessore comunale alla Publica Istruzione, Barbara Mirabella – funziona la rete”. Sinergie e collaborazioni sono i pilastri del festival. “Una manifestazione che sfida ‘il peccato di fare’ di cui parlava Tomasi di Lampedusa. Siamo una rete, di istituzioni, di associazioni, di appassionati. Quest’anno sarà una doppia sfida, abbiamo messo a punto una modalità di fruizione che permetterà di vivere il Festival in sicurezza mantenendo intatta la gioia della scoperta”, dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori onLus.

Accanto ai luoghi quest’anno tante esperienze e passeggiate. “Abbiamo scelto siti curiosi, è aggiunto esperienze e passeggiate legate alla cultura immateriale, che coinvolgano l’intero territorio catanese; ma soprattutto abbiamo lavorato in collaborazione con le tantissime associazioni presenti”, dice Teresa Saitta, l’archeologa referente delle Vie dei Tesori a Catania. Unicredit quest’anno è il mainsponsor del festival. “Siamo vicini a chi lavora in sinergia per la valorizzazione di della cultura e dell’arte” sottolinea Francesca Cannaò, responsabile Area Retail Catania di Unicredit. Non potendo accogliere le scuole, il festival ha scelto di aprire i siti sabato e domenica, ma ha aggiunto eventi e visite fuori dai circuiti abituali, in collaborazione con partner pubblici e privati, a partire dall’ assessorato regionale ai Beni culturali, i musei, le diocesi, l’Università, le associazioni, le cooperative e tutta la filiera turistico-culturale. L’anno scorso Le Vie dei Tesori aveva chiuso la manifestazione con 25 mila ingressi, con un incremento rispetto al 2018 del 55 per cento, e una ricaduta sul territorio di 373 mila euro. E tra queste presenze, circa il 40 per cento erano turisti. Un tesoretto che bisognerà accantonare in attesa di tempi migliori, visto che l’edizione di quest’anno è dedicata soprattutto ai siciliani ma anche ai tanti italiani che stanno scegliendo la Sicilia.

Il Festival spinge a percorsi slow, green, di conoscenza, di scoperta, ma aggiunge tratti inediti, leggeri vedi un pic-nic in un parco d’arte o una visita teatralizzata in costume d’epoca. Senza dimenticare le passeggiate d’autore – quest’anno sono addirittura trenta, alcune in inglese, e si potrà ascoltare il racconto della città multiculturale dalla viva voce dei giovani migranti che hanno scelto di viverla -: alla scoperta di tratti poco noti non solo del centro storico, ma anche dei dintorni, dalle antiche neviere all’Etna, poi Zafferana Etna, Vizzini, Mascali, Bronte, Randazzo, Militello Val di Catania, con le associazioni del territorio. Tutte da prenotare sul sito: www.leviedeitesori.com. In piena sicurezza: il festival che per primo nell’Isola ha spinto verso modalità 4.0, oggi insiste e rilancia. Prenotazione ovunque consigliata, presidi di sicurezza, distanziamento, acquisto dei coupon on line. Senza perdere di vista quello che è il marchio del festival: il racconto del luogo, la sua scoperta. Dove non potrà essere condotto in presenza, verrà affidato ad audioguide d’autore, registrate da giovani storici dell’arte, archeologi, studiosi del paesaggio, esperti della città, e curate dagli Amici delle Vie dei Tesori, la neonata “costola” del festival composta da appassionati che scelgono di restare accanto a Le Vie dei Tesori. Un club che, oltre a dare la prelazione sulla prenotazione delle attività del Festival, dà ai propri soci una serie di agevolazioni tutto l’anno e nell’acquisto in un circuito di negozi storici e di artigiani locali che Le Vie dei Tesori ha censito.

Il festival è organizzato da un’associazione non profit, Le Vie dei Tesori Onlus (oggi in corso di trasformazione in Fondazione) che porta avanti la sua mission: generare il senso di partecipazione della comunità, allargare e moltiplicare i pubblici della cultura usando il linguaggio della divulgazione e della narrazione. Nel tempo è diventato il forte attrattore turistico che l’anno scorso ha prodotto sulla Sicilia (dati Otie) circa 5 milioni di indotto turistico. La manifestazione – che non gode di risorse pubbliche garantite ma di quelle che anno dopo anno intercetta partecipando a bandi di evidenza pubblica – anche quest’anno è rientrata nella graduatoria degli eventi cofinanziati dall’ assessorato regionale al Turismo, nelle Idp (Iniziative direttamente promosse) dell’assessorato regionale ai Beni culturali, di un supporto da parte del Fondo sociale europeo gestito dall’assessorato regionale all’Istruzione. A queste risorse si affiancano i contributi pagati dai visitatori, che vengono suddivisi con tutti i partner titolari/gestori dei luoghi e delle attività. Contributi che altro non sono che donazioni, scaricabili dalla dichiarazione dei redditi, una vera forma di finanziamento diffuso. Un modello di autosostenibilità studiato in ambito istituzionale e accademico come progetto di innovazione sociale.

Quest’anno è possibile aggiungere 1 euro a ogni coupon e partecipare così al progetto “1 euro per la bellezza”: i fondi raccolti andranno a restauri (finora ne sono stati portati al traguardo 7), a progetti per l’educazione al patrimonio dei bambini, a borse di studio per giovani siciliani. Il festival 2020 coinvolge 15 città in tutta la Sicilia (scelte tra la quarantina di candidate) e Mantova, in Lombardia, dove ha messo radici stabilmente e si svolgerà a fine ottobre. Da Roma è appena arrivata, per il quinto anno consecutivo, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica. La scorsa edizione, cui hanno lavorato in tutta la Sicilia circa 500 giovani, ha contato in tutto 404 mila visite, con un indice di gradimento del 91 per cento. In questo 2020, Le Vie dei Tesori dura in tutto nove settimane divise in due tranche. La prima, che si è chiusa ieri, ha aperto circa 90 luoghi tra Bagheria, Caltanissetta, Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Messina, Naro, Sambuca. Dal 3 ottobre, quindi, la seconda tranche: oltre a Catania, scendono in campo Palermo – dove il festival è nato quattordici anni fa – la debuttante Monreale, poi Ragusa, Scicli, Noto e Sciacca.

I LUOGHI DI CATANIA. Molti luoghi sono tornati a grande richiesta, altri sono veramente inediti. Per percorrere insieme i camminamenti segreti delle monache di clausura, scendere nelle terme antiche, e risalire sulle cupole. Dalla chiesa di santa Chiara dove Verga ambientò “Storia di una capinera”; dal Bastione degli Infetti voluto da Carlo V, che ospitò un lazzaretto seicentesco (dove è organizzata l’esperienza inedita di un concerto, voce lirica e narrazione), al castello Ursino costruito da Federico II che ha resistito ad ogni calamità. Del periodo romano, Catania conserva parecchio: i tre impianti termali, Achilleane, di Santa Maria della Rotonda e dell’Indirizzo; in una grotta nascosta sotto un pub troverete un fiume sotterraneo e alla Tomba del Carmine, il più grande edificio funerario romano della città. Le mani d’oro: quelle dei pupari storici, i Fratelli Napoli che apriranno il loro laboratorio; e le altre, di mastro Alfredo Guglielmino che alla bottega Cartura crea impalpabili delicatezze di carta (previsto anche uno spettacolo di marionette del Teatro Tàtà). Alla Cappella Bonajuto vi parleranno di come Houel ne subì il fascino bizantino, a San Gaetano alle Grotte vi racconteranno la leggenda delle spoglie di Sant’Agata, nella cripta di Sant’Euplio, la storia del martire cristiano. Lascia attoniti l’ampiezza di San Nicolò l’Arena, ma qui è la vista ad essere straordinaria. Le residenze nobiliari: l’Istituzione è a Palazzo degli Elefanti, il viaggiatore scopre palazzo Asmundo di Gisira, chi cerca il bel tempo andato raggiunge Palazzo della Cultura (Palazzo Platamone), chi invece cammina sulle tracce del Basile, preferirà Villa Manganelli, ma la vera scoperta di quest’anno saranno di certo i rimandi sfacciati al Rinascimento fiorentino di Palazzo Scuderi Libertini: fatevi mostrare il loggiato defilato e la terrazza affacciata sul giardino. Per chiudere con due chicche da intenditori: l’ex industria delle calzature EGA, 850 metri quadrati, su tre livelli in stile Decò, per notare i cambiamenti della moda e dello stile attraverso i decenni, a partire dal marchio “Gravan”che arrivò a Parigi della Cava: qui c’è la mostra di Filippo Monaco “Tattaratà. Parole a caduta, a raffica, a pioggia”, antichi caratteri tipografici che diventano opere d’arte. L’altra chicca è Tabaré, creative espace di 5 artiste e piccola galleria da ascoltare, visitando anche la mostra fotografica “L’isola degli arrusi” di Luana Rigolli sul confino degli omosessuali catanesi dal 1939 al 1940 alle Isole Tremiti.

LE ESPERIENZE DA NON PERDERE. Saranno il punto di forza di questa edizione, un modo per riprendersi lo spazio, dedicando tempo a se stessi. Spettacoli, concerti, visite guidate, un calendario da tenere sott’occhio come un tesoro. Si andrà per mare – per tentare i fondali con un sub esperto, scoprire l’arte antica del costruttori di barche Rodolico ad Acitrezza, o navigare dinanzi alle Isole Ciclopi o veleggiare guardando Ognina; per terra, magari ascoltando i racconti dei nobili proprietari di palazzo Biscari, ritrovare le silenziose monache benedettine accanto alla “scala degli angeli” o scoprendo i passaggi segreti della Badia Sant’Agata. E per aria: eccoci sul camminamento su porta Uzeda o sul terrazzo del monastero di San Giuliano dove si arriverà per la prima volta fino alla “lanterna”. La cattedrale mostrerà la sua anima più antica e, una sola sera, il 31 ottobre, permetterà visite in notturna del tutto inedite. Ma sarà anche l’edizione del “fuori porta”: dal seicentesco giardino tropicale di Villa Trinità a Mascalucia, al parco Paternò del Toscano che oltre a far visitare lo splendido giardino roccioso terrazzato sull’Etna, aprirà un angolo esclusivo per un vero déjeuner sur l’herbe, al parco d’arte en plein air della Fondazione Lo Verde a San Giovanni La Punta. E per scoprire cosa successe a Misterbianco 350 anni fa – la “grande ruina”, l’eruzione del 1669 la cancellò – bisogna trovarne le tracce antiche sul posto. Per chi volesse approfondire ancora, ecco aneddoti, info dell’ultimo minuto, curiosità sul portale www.leviedeitesori.com e sul magazine Le Vie dei Tesori.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA. In Sicilia il Festival dura in tutto due mesi, oltre 300 luoghi da visitare, esperienze inedite e passeggiate curiose. Non si rinuncia alla fascinazione, ma con qualche accorgimento in più. I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi per ciascuno spazio. Istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o negli info point nelle città.

DONA 1 EURO PER LA BELLEZZA! Un euro per sostenere progetti di restauro e di decoro urbano, organizzare attività di educazione al patrimonio per i bambini, promuovere borse di studio per i giovani. Quest’anno, comprando i coupon del Festival, si potrà scegliere di donare 1 euro in più per sostenere gli altri progetti de Le Vie dei Tesori Onlus. Tra gli interventi già realizzati, il recupero dei lampadari della Palazzina Cinese e del salottino di Palazzo Mirto, a Palermo, di una tavola della Cappella della Mortificazione a Trapani e della cupola del campanile del Carmine di Marsala. Si sta lavorando – a cantiere aperto, tra i luoghi più visitati a Trapani – al recupero di un corale medievale alla Fardelliana con il supporto di Lottomatica, con cui è stato completato il recupero delle due sfingi in pietra di Billiemi dell’Orto Botanico.

I TOUR. Un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche. “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo/cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana nelle città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato.

IN PULLMAN DA PALERMO NELLE ALTRE CITTÀ DEL FESTIVAL. La Sicilia come un unico “museo diffuso”. Partendo la mattina da Palermo, si potrà raggiungere comodamente in pullman Catania, l’11 ottobre, e dopo le visite, rientrare in serata, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Nel pieno rispetto di tutte le normative anti-Covid. Prenotazioni su www.labisiweb.com.

Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it.

Informazioni: 091 842 00 00, tutti i giorni 10-18.