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Calciomercato Reggina, la linea è ormai tracciata: tra retroscena e prese di coscienza

Reggina vicenza Sounas Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Calciomercato Reggina: gli amaranto hanno già fatto tanto, la linea è ormai tracciata nonostante manchino circa due settimane alla chiusura

La linea è ormai tracciata. Poco meno di due settimane alla chiusura del mercato, mentre quello della Reggina è praticamente delineato. Quasi tutto fatto in entrata e qualcosa ancora da fare in uscita. La situazione? Abbastanza chiara, come confermato dalle parole del ds Taibi di questo pomeriggio in conferenza stampa. Bilanci? Le impressioni sembrano tutto sommato positive, ma sarà il campo a dare il giudizio. Sicuramente, però, dall’intervento del dirigente amaranto è stato possibile approfondire alcuni dettagli.

Come quelli relativi a Vasic, ad esempio. Il gigante svedese rimane molto vicino alla Reggina (“ma non è ancora nostro”, ha specificato il ds) e il suo nome è uscito fuori soltanto qualche giorno fa. Obiettivo recentissimo? No, come potrebbe sembrare. In realtà Taibi lo seguiva da tanto tempo, in sordina. Lo conosceva, lo ha osservato e seguito. Non si è puntato con forza su di lui sin da subito perché si era alla ricerca di un centravanti che conoscesse la B (Falcinelli o Jallow) per cautelarsi nel caso in cui ci fossero stati problemi con Charpentier. Risolti quelli, la società ha preferito “sforzarsi” economicamente su altri ruoli, preferendo puntare sul mercato estero per un reparto che già conta quattro giocatori di assoluto valore.

Al retroscena sulla scoperta di Vasic si contrappone la presa di coscienza sui movimenti in uscita. Sounas è sul mercato, lo si sapeva da un po’. E alla domanda sulle motivazioni per cui sia stato scelto lui, Taibi è stato chiaro in due punti: il numero dei centrocampisti e le tante alternative al greco. “A centrocampo serviranno due uomini se Toscano giocherà col 3-4-1-2 e tre se utilizzerà il 3-5-2. Cinque centrali bastano. E poi sulla trequarti, dove gioca Sounas, ci sono Rivas, Bellomo, Mastour”, la precisazione. La strada tracciata sembra chiara, dunque. Tra i vari Crisetig, Faty, Folorunsho, Bianchi e De Rose si è scelto di sacrificare il duttile centrocampista, in primis per una questione numerica e poi di alternative, troppe in un reparto già abbastanza corposo.

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