Reggio Calabria, l’ultima follia post Covid: palestre chiuse per far spazio ad altre aule! E a rimetterci sono sempre i bambini…

Palestra

Reggio Calabria, l’ultima “trovata”: chiudere le palestre perché serviranno per formare altre aule. La denuncia di una società sportiva

Dovete portare via tutto il materiale di vostra proprietà: palloni, reti, oggetti di ogni tipo che vi appartengono. Le palestre non potranno essere utilizzate da voi perché serviranno come aule“. Sono le parole che, questa mattina, i rappresentanti di alcune società sportive dilettantistiche si sono sentiti pronunciare da parte dei dirigenti degli istituti scolastici reggini gestiti dal Comune. Con l’emergenza Covid e la riapertura delle scuole a settembre, infatti, si sta pensando di sfruttare più spazi possibili per evitare classi troppo affollate. A perderci, così, sarebbero le palestre. Con buona pace, oltre che dell’ora di educazione fisica, anche delle attività sportive di tutte quelle società dilettantistiche che ogni anno sfruttano gli spazi concessi per i momenti di sport e svago di bambini e ragazzi nel pomeriggio.

Peccato solo che, non meno di qualche settimana fa, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina – come spiegato in una nota del Miur – avesse specificato che “le palestre scolastiche continueranno ad essere utilizzate per l’attività sportiva pomeridiana. Resta infatti ferma e garantita la competenza degli Enti locali nella concessione delle palestre scolastiche alle società sportive che facciano richiesta di utilizzarle al di fuori dell’orario delle lezioni, come è sempre avvenuto”.

“Le nostre attività rischiano di chiudere – ha tuonato ai nostri microfoni Max Murolo, allenatore della società sportiva Luck Volley – Il decreto ministeriale parla chiaro, eppure questa mattina abbiamo ricevuto le chiamate dalle scuole Vitrioli e Montalbetti. Ci hanno intimato a portare via tutto. Stanno praticamente impedendo ai nostri bambini e ragazzi di fare sport. Ho ancora negli occhi le videochiamate durante i mesi di lockdown, si percepiva negli occhi dei bambini il loro desiderio di tornare a muoversi. Il problema di fondo è il bando per l’assegnazione delle palestre che ad oggi non è stato ancora pubblicato dal Comune. Se fosse accaduto, probabilmente non si sarebbe arrivati a questo punto. Noi auspichiamo che quanto prima il Comune lo pubblichi. A patto che questa sia la reale intenzione dell’Amministrazione…”

Una denuncia che, al di là dell’aspetto prettamente economico o burocratico, tocca nel profondo. Chi ha il coraggio di dire ad un bambino, dopo mesi senza scuola e totale mancanza di movimento e socialità, che non potrà riprendere l’attività sportiva perché non ci sono abbastanza spazi disponibili? Anzi, perché quegli stessi spazi devono essere utilizzati per formarci delle altre aule? Ne vale la pena? “Sprecare” una palestra per poter recuperare una sola aula? Sembra piuttosto l’ennesima follia che questo assurdo e anomalo periodo ci sta portando dietro. E che tocca direttamente, ancora una volta, coloro che in tutto ciò non c’entrano niente: i bambini e i ragazzi e la loro voglia di muoversi, svagarsi, sorridere facendo la cosa più bella che esiste al mondo.