Il disastro del Pd e il pasticcio della Lega, così i partiti perdono Reggio Calabria: 10 candidati verso il ballottaggio, cresce il consenso dei civici

Reggio Calabria, in vista delle elezioni comunali di 20 e 21 settembre i principali partiti sono in difficoltà. Crescono le chance dei candidati civici

Sono dieci, ad oggi, i candidati a Sindaco di Reggio Calabria in vista delle Elezioni Comunali di 20 e 21 Settembre. La prossima settimana scade il termine per la presentazione delle liste, e allora le candidature saranno ufficiali. Il dilemma più grande, ancora da definire, riguarda il Centrodestra: la Lega ha indicato Minicuci, ma non è detto che alla fine in extremis arrivi un clamoroso dietrofront viste le resistenze dell’elettorato, delle associazioni, dei movimenti civici che hanno perso tutto l’entusiasmo maturato negli ultimi anni di opposizione rispetto alle nefandezze dell’amministrazione Falcomatà. Gli altri candidati, in gran parte civici, non hanno trovato accordi per accorparsi tra loro ne’ tantomeno con le figure proposte dai partiti principali, che in realtà (da Falcomatà a Minicuci) non piacciono a nessuno. Ed ecco che allora, alla fine, i candidati potranno essere davvero dieci: forse alcuni di loro avevano davvero iniziato a fare proclami da Sindaco per poi apparentarsi e ambire a un ruolo all’interno di Palazzo San Giorgio, ma risulta impossibile oggi percepire chi sarà il vincitore e quindi trovare accordi pre-elettorali, così ognuno andrà per conto suo.

E mai un’elezione per il Sindaco a Reggio Calabria è stata così incerta. Il ballottaggio sembra inevitabile, ma è difficile immaginare quali possano essere i due contendenti. Le coalizioni più importanti, quella di centrosinistra e quella di centrodestra, sono letteralmente sgonfiate dai loro candidati. Pd e Lega, con Falcomatà e Minicuci, hanno sbagliato tutto, perdendo il polso della città, e vanno incontro a una pesantissima mazzata elettorale. Crescono, quindi, le chance dei candidati civici, in modo particolare Angela Marcianò, figura molto nota in città che ha già lavorato al Comune come Assessore ai Lavori Pubblici nei primi anni dell’Amministrazione Falcomatà, con cui poi ha litigato, ma anche Klaus Davi, volto noto della TV nazionale che ha deciso di dedicare la sua vita alla città.

foto klaus davi

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Davi è l’unico che sta facendo campagna elettorale come si dovrebbe fare in una città normale: va in giro, incontra la gente, spiega i suoi progetti e le sue idee. Vuole dare una mano, rendersi utile per la città, coinvolgendo i propri contatti del mondo della cultura e dello spettacolo che certamente potranno contribuire a rilanciare l’immagine di una città oggi devastata. Per questo Klaus Davi piace alla gente, e raccoglierà molti più voti di quelli che gli addetti ai lavori prevedono. Proprio come Angela Marcianò: sono i due outsider più importanti in vista di un ballottaggio che, qualora dovesse essere contro Falcomatà, vedrebbe senza ombra di dubbio incoronato Sindaco lo sfidante. Chiunque esso sia, tra i candidati della partita.

Ma prima dell’immagine, a Reggio serve sostanza. Normalità. Serve l’acqua che arrivi nelle case, serve l’asfalto nelle strade, serve che qualcuno passi a raccogliere la spazzatura. Nessuno dei candidati ha ancora spiegato, a 40 giorni dalle elezioni, come intende risolvere i problemi. E che non ne parli Falcomatà, che in 6 anni non è stato in grado non solo di risolverli ma in molti casi ha determinato con le proprie scelte politiche (il porta a porta per i rifiuti, la scarsa interlocuzione con l’Anas per le strade, la gestione della rete idrica per l’acqua) un pesante aggravamento di questi problemi che mai erano stati così pesanti come oggi nella storia della città, si può anche comprendere. Ma tutti gli altri, che vorrebbero cambiare il disastro acclarato di oggi, dovrebbero presentare idee, progetti, soluzioni, alternative. E invece nulla.

Come si risolve l’emergenza rifiuti? Come si asfaltano le strade? Come si porta l’acqua nelle case dei reggini? E ancora, cosa ne sarà della città del futuro? Cosa si vuole fare del porto, dell’aeroporto, del Museo? Qual è la visione dei candidati Sindaco per la Reggio di domani?

L’unico ad illustrare contenuti in tal senso è stato Saverio Pazzano del Collettivo La Strada: fortemente connotato a sinistra, è supportato da De Magistris ed è in campagna elettorale a testa bassa da oltre un anno. Sta raccogliendo tanti consensi soprattutto tra i delusi di Falcomatà. Chi pensa che è un candidato da “zero virgola”, come si suol dire in gergo politico, si sbaglia di grosso.

Discorso analogo per Fabio Foti: professionista serio, conosciuto e stimato in città, è Direttore Sanitario del Poliambulatorio Medico La Feluca, molto impegnato nel sociale soprattutto con attività di prevenzione medica e primo soccorso. Peccato che rappresenti i grillini: con Falcomatà nel Pd e Foti nel M5S sembra proprio un modo alla rovescia, vista la connotazione fortemente grillina insita nel dna del Sindaco uscente caratterizzato da una smodata attività social, una grande presunzione, un’attenzione dedicata esclusivamente alla forma e affatto alla sostanza e una palese incapacità gestionale, a differenza di Foti che resta serio, equilibrato, pacato, ha deciso di mantenere per la propria comunicazione il proprio profilo facebook con i contatti di sempre, senza megalomanie ma badando al sodo. E’ un candidato apprezzabile che darà per la prima volta nella storia di tutta la Calabria al Movimento 5 Stelle un risultato dignitoso, e anche lui può ambire al ballottaggio.

andrea cuzzocrea

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Tra gli altri candidati civici il più forte è senza ombra di dubbio Andrea Cuzzocrea: il gruppo politico che lo supporta, “Mezzogiorno in movimento”, è un importante pezzo di storia politica della città con Gianpaolo Catanzariti e Pierpaolo Zavettieri. Anche loro nel 2014 avevano sostenuto Falcomatà, ma comprensibilmente ne sono rimasti delusi. Cuzzocrea, Presidente di Confindustria Reggio Calabria dal 2012 al 2017, rappresenta il mondo imprenditoriale della città e ha saputo fare un’importante amalgama intorno a sè. Lo supportano le forze più liberali e garantiste del panorama politico cittadino, con un programma mirato ad attirare investimenti e contrastare, sotto il profilo legislativo, provvedimenti come gli scioglimenti comunali e le interdittive antimafia che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio Reggio Calabria e molti altri Comuni del Sud senza riuscire a risolvere il problema delle infiltrazioni della criminalità nella pubblica amministrazione. Contrari ai partiti delle manette e al populismo giustizialista che dal Movimento 5 Stelle alla Lega di Salvini oggi pervade gran parte dello scenario politico nazionale, i rappresentanti di questa coalizione non a caso hanno avuto i primi screzi della campagna elettorale proprio con Angela Marcianò, che ha rivendicato con orgoglio la propria vicinanza a Nicola Gratteri definendolo “un eroe“.

La candidatura di Fabio Putortì, promotore del MITI Unione del Sud, è arrivata spontaneamente spinto in modo particolare dall’impegno avuto negli ultimi anni con il Comitato pro aeroporto dello Stretto, con cui ha guidato tante battaglie per il “Tito Minniti”. Infine Nino Liotta e Maria Laura Tortorella completano il quadro dei 10 candidati a Palazzo San Giorgio. Per una partita mai così incerta e quindi avvincente.

Il pullulare di candidati nasce da due evidenze: la prima, fortemente positiva, è la voglia di riscatto dopo il disastro compiuto da Falcomatà: la città vuole andare oltre, superando questa stagione disastrosa. In tanti, quindi, vogliono mettersi in gioco per dare a Reggio un futuro diverso, migliore. L’altra, negativa, nasce dall’incapacità dei partiti principali di interpretare le sensibilità dei cittadini e individuare i candidati giusti che avrebbero potuto fare sintesi e raccogliere istanze ed esigenze comuni: il Pd ha ricandidato un Sindaco che un partito normale avrebbe costretto alle dimissioni già da molto tempo per manifesta incapacità, e quindi per evitare di continuare a fare cattive figure. La Lega, completamente avulsa dalla realtà cittadina, sta imponendo Minicuci alla propria coalizione in cui soltanto Forza Italia, con Cannizzaro, ha avuto il coraggio e la dignità di opporsi al colonizzatore padano testimoniando lo stato d’animo della città rispetto a una scelta suicida. Tutti gli altri calano la testa al Capitano, in uno scenario di mediocrità che appunto sta spalancando la strada ai tanti candidati civici da cui, in base alla situazione attuale, arriverà il prossimo Sindaco di Reggio Calabria. La gente, stavolta, non ha scuse: nelle urne c’è l’imbarazzo della scelta.