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Reggina, Toscano: “Mia madre aveva un sogno, che un giorno potessi allenare gli amaranto. Questa impresa è soprattutto per lei”

mimmo toscano reggina Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Speciale organizzato dall’area comunicazione della Reggina in occasione dei 49 anni di Mimmo Toscano: passaggio toccante quello sulla madre

Nella giornata odierna, il tecnico della Reggina Domenico Toscano ha compiuto 49 anni. L’area comunicazione amaranto, per l’occasione, ha realizzato un interessante docu-film che ha ripercorso la storia dell’allenatore che quest’anno ha riportato il club dello Stretto in Serie B. Dalle sue origini, con la nascita a Cardeto, alla sua infanzia e adolescenza tra le strade di Gebbione e il Vecchio Comunale. Poi gli anni da calciatore, tra cui quelli alla Reggina con cui conquista la B nel 1994-1995, a quelli da allenatore.

C’è un’ultima parentesi, toccante e profonda, lasciata appositamente in fondo al docu-film. Un tema delicato e molto intimo della vita del tecnico: la scomparsa della madre. E’ stato un colpo durissimo, per lui, a tal punto che ha pensato di smettere di allenare. Ma è riuscito, seppur col rimpianto che lei non abbia potuto assistere, ad accontentare un suo desiderio: quello di allenare la Reggina.

“Nella mia vita mi ha insegnato tanto – ha detto Toscano – L’unico rimpianto è quello di non avermela goduta perché il lavoro mi ha portato a stare lontano dalla mia famiglia per molto tempo. Mi pento di non averle detto tante cose che avrei voluto dirle in vita. Mi manca tanto. Era un sogno il suo, prima della scomparsa, che un giorno potessi allenare la Reggina. Per questo il mio primo pensiero dopo la vittoria del campionato è stato verso di lei. Sono convinto che quest’anno c’è stata accanto, in ogni partita e in ogni momento. La sento ancora adesso. La vorrei al mio fianco. La vittoria del campionato è soprattutto per lei, ma anche per mio padre e per la mia famiglia, per tutte le persone che mi sono state vicine dopo la sua scomparsa. E’ stato un brutto colpo per me e ho pensato di smettere di fare l’allenatore, ma ho trovato la mia famiglia che mi è stata vicino e mi ha supportato”.