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Nuova Costituente: “alla luce dei dati del Comitato tecnico-scientifico Conte dovrebbe dare le dimissioni”

La nota di Nuova Costituente sui verbali del Comitato tecnico-scientifico

“I verbali delle riunioni del Comitato tecnico-scientifico sul Covid, resi noti in questi giorni, hanno mostrato come non esistessero raccomandazioni degli esperti nella direzione di un lockdown su tutto il territorio italiano”. La nota di Nuova Costituente.

“La decisione di chiudere a chiave gli italiani, dal Cenisio alla Balza di Scilla, è stata tutta del governo Conte e tutta politica. Il disastro prima di Nembro e Alzano e poi di larga parte della Lombardia ha quindi cause ben precise, su cui la magistratura dovrà fare luce, ma che già ora dovrebbero portare alle dimissioni del premier.
Secondo Nuova Costituente, il movimento che si batte per una radicale riforma federale e per l’autogoverno dei territori, per giunta la scelta del governo giallo-rosso non è stata indotta solo da una generica “ebbrezza del potere”, ma dalla precisa scelta strategica di far vivere all’Italia un’”esperienza nazionale”, una “prova comunitaria” che rinsaldasse il sentimento patriottico e unitario, alla stregua delle guerre di un secolo fa, sia pure sotto forme più moderne e politicamente corrette. I governanti italiani sanno che l’unità è qualcosa di assai fragile e non a caso durante il lockdown hanno utilizzato a piene mani la retorica nazionalista.
Per Nuova Costituente questa mancata attenzione alle diverse esigenze della penisola è stato un gravissimo errore, che alla fine ha causato molti morti dove non si è intervenuto con decisione e ha pure compromesso le prospettive economiche di molte aree del paese in cui sarebbe stato ragionevole attuare dispositivi ben più soft. È stato folle che in nome della gestione centralista e di un malinteso concetto di “non discriminazione” tra i territori, si siano inferti al tessuto economico e sociale di tante regioni ferite che appaiono sempre più ingiustificate.
Meglio sarebbe stato che la gestione della crisi fosse rimasta principalmente nelle mani dei governatori, rendendo possibili soluzioni differenziate in funzione dell’effettiva criticità della situazione epidemiologica e sanitaria”.