Navigazione sullo stretto di Messina, turni di lavoro superiori al limite orario: rischi per la sicurezza di lavoratori e passeggeri

aliscafo blu jet messina

Messina. I sindacati intervengono sulle condizioni di lavoro degli operatori della Blu jet, società del gruppo Ferrovie dello Stato. C’è il rischio che gli equipaggi siano sottoposti a turni troppo lunghi per garantire le condizioni di sicurezza

Dallo scorso primo agosto sono entrati in vigore i nuovi orari della Società Blu Jet srl, con rilevanti incrementi nel numero di collegamenti marittimi veloci tra Messina e Villa San Giovanni. Sono cinque le coppie di corse aggiuntive sulla tratta Messina-Villa San Giovanni, che porta così il totale corse a 30 giornaliere per favorire l’integrazione intermodale, facendo coincidere gli orari delle navi veloci con gli arrivi e partenze da Villa San Giovanni dei treni a lunga percorrenza, per garantire un facile interscambio fra i due mezzi di trasporto”. Così la Uil Trasporti in un comunicato sul tema dei trasporti tra le due sponde dello Stretto.

È da sempre stato preciso obiettivo di queste organizzazioni sindacali la garanzia  sullo Stretto di una mobilità efficiente e adeguata alle richieste delle migliaia di pendolari siciliani e calabresi – dichiarano Carmelo Garufi e Michele Barresi segretari di Filt Cgil e Uiltrasporti Messina – e per questo siamo soddisfatti dell’incremento ma allo stesso tempo riteniamo che la presenza dello Stato sullo stretto di Messina debba essere anche sinonimo di regole certe per il mondo del lavoro che orbita nel settore a sicurezza di chi opera e dell’utenza che fruisce del servizio.
La recente rimodulazione dell’orario, ha infatti ricevuto il benestare del Ministero dei Trasporti, che ha autorizzato la maggior spesa facendo ricorso alle risorse finanziarie previste dal Contratto di Programma -Parte Servizi, stipulato tra lo Stato e Rete Ferroviaria Italiana spa Gruppo Fs a fronte della concessione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale e servizi connessi ai sensi del Dm138T”.

Resta però ancora senza soluzione la vertenza contrattuale dei lavoratori Blu Jet, giunta al settimo sciopero consecutivo – continuano Garufi e Barresi – e segnaliamo inoltre che, visto l’incremento di corse, per far fronte alla nuova organizzazione del lavoro e sopperire al necessario avvicendamento dei mezzi, la Società Blu jet ha noleggiato, a scafo armato, ossia completo di equipaggio, un’altra unità veloce denominata Nautilus.

Come ormai consuetudine – chiosano i sindacati –  le organizzazioni sindacali non sono state minimamente coinvolte dalla Società Blu jet, né preventivamente informate nel processo di rimodulazione della nuova organizzazione del lavoro, pur  tuttavia non possiamo sottrarci al compito di verificare che siano rispettate  tutte  le regole che disciplinano le attività lavorative  e i diritti dei lavoratori  e pertanto evidenziamo che sulla  unità “Nautilus”, della società Armatrice Righetti, i lavoratori risulterebbero impiegati in turni di lavoro ben superiori alle otto ore giornaliere, limite massimo orario previsto nell’area dello Stretto di Messina sancito da un accordo sindacale sottoscritto nel gennaio 2005  tra l’Associazione degli armatori  e le segreterie Nazionali dei sindacati a tutela degli operatori impegnati in frequenti manovre spesso in condizioni meteomarine avverse, in un’area interessata da intensi flussi di traffico e per cui devono essere garantiti i massimi standard di sicurezza della navigazione”.

Per quanto sopra esposto, al fine di sgomberare il campo da qualsiasi dubbio Filt Cgil e Uiltrasporti richiedono alla committente Blu jet massima trasparenza sull’effettivo orario di lavoro effettuato dal personale impiegato proprio per garantire gli standard di sicurezza necessari nell’area dello stretto. Rileviamo con favore – concludono i sindacati – come sia in atto un’istruttoria da parte del MIT diretta a valutare le ragioni di interesse pubblico volte ad assicurare il servizio di continuità territoriale anche nella tratta Messina – Reggio Calabria ad oggi solo in affidamento alla stessa Blu Jet, ma riteniamo che ‘se lo Stato è tornato a fare lo Stato nello Stretto di Messina’, come orgogliosamente rivendicato nelle recenti visite istituzionali di alcuni esponenti del Governo, per rimarcare l’importante obiettivo raggiunto della maggiore copertura del servizio con mezzi veloci, altrettanto importante è il ruolo dello Stato nel far rispettare le regole nel mercato del lavoro imponendo equità e  sicurezza al disopra della libertà di impresa di una Società, Blu jet, che ricordiamolo espleta  un servizio pubblico con risorse pubbliche”.