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Messina, Accorinti porge l’altra guancia e offre un ramoscello d’ulivo a De Luca

Messina. A seguito delle scritte razziste con cui sono stati imbrattati i muri del campo da basket della zona falcata, un’insolita unione di prospettive tra l’ex sindaco Accorinti e l’attuale primo cittadino, Cateno De Luca

Nella notte tra il 18 ed il 19 agosto scorsi, scritte a sfondo razzista hanno deturpato i murales che decorano il campo da basket costruito nella zona falcata, finanziato a titolo privato dall’ex sindaco Renato Accorinti con i fondi accumulati accantonando il suo compenso da primo cittadino.

A seguito dell’evento l’attuale sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha espresso parole di condanna avverse all’atto vandalico, aggravato dalla matrice razzista. Le parole ed i contenuti veicolati dal sindaco pare abbiano avuto anche un effetto secondario, ovvero quello di incontrare il favore di Renato Accorinti che, andando oltre l’enorme mole di critiche, frecciatine e insulti che si sono susseguiti dall’avvicendamento delle due Amministrazioni alla guida di Palazzo Zanca, ha deciso di esprimere il proprio appoggio a quanto sostenuto dal sindaco. Cogliendo poi l’occasione per sollecitare l’attuale Amministrazione a sbloccare un provvedimento toponomastico orientato sempre a sottolineare i valori di pace giustizia e non violenza.

Le scritte razziste fatte nell’area del campo di basket in costruzione nella zona falcata hanno suscitato, e non solo a Messina, un’enorme indignazione”, scrive l’ex sindaco Accorinti.
“Sono arrivati centinaia di commenti di solidarietà che fanno ben sperare.
È vero che fa più rumore un albero che cade che la foresta che cresce. Ma la foresta è ben più di un singolo albero. E su questo si basano le ragioni della speranza.
Tra i tanti messaggi mi ha fatto piacere quello di solidarietà del sindaco De Luca perché, al di là della distanza di visione politica che abbiamo quasi su tutto, chi fa parte delle istituzioni è molto importante che si schieri apertamente nella difesa dei valori umani a fianco della società civile.
De Luca dice testualmente queste parole sulle scritte razziste: ‘Il gesto è da condannare senza se e senza ma perché offende i valori umani e sociali su cui si fonda la nostra comunità. Mani sconosciute hanno anche definito Giorgio Floyd, a cui è intitolata la struttura, criminale’. Colgo l’occasione per rivolgermi al sindaco per un’altra questione che ritengo altrettanto importante anch’essa espressione di grandi valori.
Nel 2018, alla fine del mio mandato, la mia Giunta ha approvato l’intitolazione della strada che passa davanti al Municipio con la denominazione ‘Via dei costruttori di Pace, Giustizia e Nonviolenza’, valori collettivi tra i più alti dell’intera comunità umana, come invito o monito per i cittadini che entrano a palazzo Zanca e per tutti coloro che ci lavorano, dagli amministratori ai dipendenti.
Dopo l’approvazione in Giunta, la procedura per l’intitolazione è passata con esito favorevole all’esame della Toponomastica e della Storia Patria e successivamente in Prefettura, per la ratifica da parte del Prefetto.
Tuttavia il sindaco De Luca ha avuto delle perplessità e ha sospeso in extremis l’iter adducendo che il nome della via fosse troppo lungo. Abbiamo verificato che in città esistono vie con intitolazioni anche più lunghe della frase suddetta e dunque questa motivazione non può, di fatto, costituire un problema. Inoltre, a Gennaio 2020, la proposta ha avuto l’approvazione anche del Consiglio Comunale.
A questo punto manca solo il via libera del primo cittadino per mandare in Prefettura il tutto per l’approvazione definitiva. Poiché è passato veramente tanto tempo, colgo l’occasione data da questo evento e dalla solidarietà espressa, chiedendo al Sindaco di mandare in Prefettura l’incartamento con il suo parere positivo per chiudere una pratica che ritengo a favore dell’intera comunità. Sono disposto, con immenso piacere, a sostenere le spese per realizzare ed affiggere la targa di intitolazione
”.