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Il giro del mondo per la maglia autografata da Menez, il tifoso realizza il suo sogno grazie alla Reggina

maglia Menez

Una maglia (quella di Menez) che ha fatto il giro del mondo, un autografo inseguito in lungo e in largo e poi un sogno che si avvera grazie alla Reggina

Una storia pazzesca, incredibile e Menez di mezzo. Il sogno di un tifoso della Roma: avere una maglia autografata dal francese. Un’odissea lunga 12 anni, poi il lieto fine. Dal primo gol con la Roma (dicembre 2008) al 2020, data in cui, finalmente, lo sfegatato fan è riuscito a coronare il suo sogno grazie alla Reggina. Tutto inizia con un acquisto, quello della casacca di Menez. Poi quella divisa fa il giro d’Europa e non riesce ad essere firmata dal francese finché…arrivano gli amaranto e Peppe Praticò, capo ufficio stampa della Reggina, a regalare una gioia al tifoso della Roma. Ma vi lasciamo al racconto di chi quel sogno l’ha inseguito ed ha voluto ringraziare chi gli ha permesso, dopo 12 anni e mille peripezie, di realizzarlo. Di seguito il messaggio che sta circolando sul web.

“Oggi vi voglio raccontare una storia. Alcuni sorrideranno, altri faranno battute sarcastiche perché sono tifosi di altre squadre, altri ne capiranno il senso profondo. Jeremy Menez è un giocatore che ho sempre adorato. Ero a Verona il 6 dicembre 2008 quando fece il suo primo gol con la maglia della Roma. Un bellissimo gol. Comprai la maglietta e la tenni come una reliquia nell’armadio. Come molti sapranno ho questa piccola fissa delle maglie autografate. Ho rincorso Menez in giro per l’Europa e per l’Italia per fargliela firmare. C’ho provato anche quando giocava al Milan e al Bordeaux ma nulla. Poi ha girato tra la Turchia e il Messico, finché non è tornato in Francia, nel Paris Football Club (serie B). Sono riuscito a prendere contatti con quella società, che ha acconsentito ad esaudire questo piccolo desiderio. Ho spedito la maglia ma contemporaneamente è scoppiato il Coronavirus. Campionato sospeso, Menez in isolamento e la maglia in qualche cassetto finché non me l’hanno rispedita immacolata. Poi Menez è tornato in Italia, alla Reggina, e io, ormai senza speranze, ho mandato una mail alla società raccontando la storia e chiedendo un aiuto. La mattina successiva ricevo una telefonata da una persona speciale, il capo ufficio stampa della squadra calabrese che, con il suo numero privato e con estrema gentilezza, mi ha detto che sarebbe stato un piacere farmi firmare la maglia. E così è stato. Me l’hanno rispedita a spese loro tenendomi costantemente aggiornato sulla situazione. Questa piccola storia è solo per dimostrare che nel calcio moderno, dove i tifosi sono considerati tutti beceri e da tenere a distanza, ci sono ancora uomini e società che mantengono alto il senso romantico del calcio e del rispetto per i tifosi, anche di altre squadre. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente il dott. Giuseppe Praticò e la Reggina per l’attenzione dimostrata nei miei confronti. Loro sono il senso per il quale ancora oggi ci sono milioni di appassionati che seguono, soffrono e vivono per la loro squadra, qualsiasi essa sia. Grazie. Allez Menez”.